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Utente: ferro3
IL PECCATO MI FA RIPOSARE

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martedì, 28 febbraio 2006

VENT'ANNI  parte IVRimbaud                         

Sei ancora alla tentazione di Antonio. Il giuoco dello zelo abbreviato, i tic d'orgoglio puerile, la prostrazione e il terrore. Ma ti metterai a questo lavoro: tutte le possibilità armoniche e architettoniche si muoveranno attorno al tuo scanno. Esseri perfetti, imprevisti, si offriranno alle tue esperienze. Nei tuoi paraggi affluirà sognante la curiosità di antiche folle e di lussi oziosi. La tua memoria e i tuoi sensi non saranno che alimento per il tuo impulso creatore. E il mondo, quando sarai uscito, cosa sarà diventato? Nulla, comunque, delle apparenze attuali.

Arthur Rimbaud

postato da: ferro3 alle ore 09:09 | link | commenti (1)
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lunedì, 27 febbraio 2006

VENT'ANNI parte III

Arthur Rimbaud

Le voci istruttive esiliate...L'ingenuità fisica amaramente assennata...Adagio. Ah! l'egoismo infinito dell'adolescenza, l'ottimismo studioso: com'era pieno di fiori il mondo, quell'estate! Le arie e le forme morenti...Un coro, per placare l'impotenza e l'assenza! Un coro di vetri, di melodie notturne...Infatti i nervi stanno per disancorarsi.

Arthur Rimbaud

postato da: ferro3 alle ore 08:54 | link | commenti (1)
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venerdì, 24 febbraio 2006

IL MARE D'INVERNOil mare d                                

Il mare d'inverno è solo un film in bianco e nero visto alla tv e verso l'interno qualche nuvola del cielo che si butta giù sabbia bagnata una lettera che il vento sta portando via punti invisibili rincorsi dai cani stanche parabole di vecchi gabbiani e io che rimango qui solo a cercare un caffè il mare d'inverno è un concetto che il pensiero non considera è poco moderno è qualcosa che nessuno mai desidera alberghi chiusi manifesti già sbiaditi di pubblicità macchine tracciano solchi su strade dove la pioggia d'estate non cade e io che non riesco nemmeno a parlare con me...

da una canzone di Enrico Ruggeri

postato da: ferro3 alle ore 12:01 | link | commenti
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mercoledì, 22 febbraio 2006

EMILY DICKINSONocchi    1874                                                     

Of Life to own-

From Life to draw-

But never touch the reservoir-

Alla vita appartenere-

dalla vita attingere-

ma il serbatoio non toccare mai.

trad.Silvio Raffo

postato da: ferro3 alle ore 09:59 | link | commenti (4)
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martedì, 21 febbraio 2006

animaTI TOLGO L'ANIMA E ME LA MANGIO

letta sabato, scritta su un muro,a Roma

postato da: ferro3 alle ore 14:07 | link | commenti (2)
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giovedì, 16 febbraio 2006

RITRATTO 05
postato da: ferro3 alle ore 10:00 | link | commenti (3)
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mercoledì, 15 febbraio 2006

LE CHAT

Le chat

Je souhaite dans ma maison:
une femme ayant sa raison,
un chat passant parmi les livres,
des amis en toute saison
sans lesquels je ne peux pas vivre.

 

Guillaume Apollinaire

 

 

Vorrei avere nella mia casa:
una donna fornita di ragione,
un gatto che passi tra i libri,
amici in ogni stagione
senza i quali non posso vivere.

 

postato da: ferro3 alle ore 09:12 | link | commenti (7)
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martedì, 14 febbraio 2006

TORNAtorna

Torna sovente e prendimi,

torna e prendimi amata sensazione-

quando il ricordo del corpo si ridesta

e trascorre nel sangue il desiderio antico;

quando labbra e pelle rammentano,

e alle mani pare di nuovo di toccare.

Torna sovente e prendimi, la notte,

quando labbra e pelle rammentano...

Costantino Kavafis,trad. di Nicola Crocetti

postato da: ferro3 alle ore 11:44 | link | commenti (1)
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sabato, 11 febbraio 2006

SENZA BUSSOLA

Senza bussola

Secondo Darwin avrei dovuto essere eliminato

secondo Malthus neppure essere nato

secondo Lombroso finirò comunque male

e non sto a dire di Marx, io, petit bourgeois

scappare, dunque, scappare

in avanti in dietro di fianco

(così nel quaranta quando tutti) ma

permangono personali perplessità

sono a est della mia ferita

o a sud della mia morte?

Luciano Erba, dal' "Ipotesi circense", 1995

postato da: ferro3 alle ore 11:24 | link | commenti
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venerdì, 10 febbraio 2006

PALLADA (il superbo)Philippe Gallè -03Philippe Gallè -01Philippe Gallè -02Philippe Gallè -04

 

 

 

 

 

 

Questa, la vita; piacere, la vita; crepate, dolori!

Tempo d'esistere corto, per gli uomini. Presto, del vino!

Presto, le danze, le dolci corone di fiori, le donne!

Oggi la gioia si goda: certezza non v'è di domani.

 

Pallada detto "il Meteoro" cioè "il Superbo" visse tra la fine del IV secolo e l'inizio del V secolo ad Alessandria d'Egitto.Le quattro incisioni sono opera di Philippe Galle (Haarlem 1537, Anversa 1612) tratte dall'opera "Les Monstres marins" edita nel 1586.

postato da: ferro3 alle ore 11:35 | link | commenti (1)
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venerdì, 03 febbraio 2006

SIAMO NOI

dany

              Vi è giorno,

in cui mi si stringe il cuore,

tanto mi manchi come averti conosciuto

nel mio immaginario.

Vi è giorno, che ti cerco e mi chiedo

se imparerò a non cercarti,

capiterai o no,

ma senza aspettarti.

Vi è giorno in cui mi innamoro in un gesto,

una frase, uno sguardo,

due mani eleganti,

in un sorriso, in una vita accanto ad un' altra.

Vi è giorno in cui , in istanti altrui,

penso di trovarti.

Ti aspetto in ogni giorno in cui ti cercherò,

ti troverò senza più aspettarti.

Dany2003

postato da: ferro3 alle ore 09:17 | link | commenti (2)
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mercoledì, 01 febbraio 2006

GINEVRA,INVERNO 1905Ginevra 1905, foto 8

Ginevra 1905, foto 4Ginevra 1905, foto3Ginevra 1905, foto2Ginevra 1905 foto1)Ginevra 1905,foto6Ginevra 1905, foto7Ginevra 1905, foto5

 

cartoline coll.ferro3 (oggi è quasi primavera!)

postato da: ferro3 alle ore 16:59 | link | commenti (2)
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Cimitero degli Inglesi

Tra i due mondi, la tregua, in cui non siamo.

Scelte, dedizioni...altro suono non hanno

ormai che questo del giardino gramo

e nobile, in cui caparbio l'inganno

che attutiva la vita resta nella morte.

Nei cerchi dei sarcofaghi non fanno

che mostrare la superstite sorte

di gente laica le laiche iscrizioni

in queste grigie pietre, corte

e imponenti. Ancora di passioni

sfrenate senza scandalo son arse

le ossa dei miliardari di nazioni

più grandi; ronzano, quasi mai scomparse,

le ironie dei principi, dei pederasti,

i cui corpi sono nell'urne sparse

inceneriti e non ancora casti.

Qui il silenzio della morte è fede

di un civile silenzio di uomini rimasti

uomini, di un tedio che nel tedio

del Parco, discreto muta: e la città

che, indifferente, lo confina in mezzo

a tuguri e a chiese, empia nella pietà,

vi perde il suo splendore. 

da "Le ceneri di Gramsci" di Pier Paolo Pasolini

cartolina coll.ferro3

postato da: ferro3 alle ore 16:15 | link | commenti (2)
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