vivere quella personale dimensione in cui la forma è vuoto e il vuoto è forma
ARTHUR RIMBAUD

La stella piange rosa in seno alle tue orecchie,
L'infinito rotola bianco dalla nuca alle reni
Il mare ingemma fulvo le tue mamme vermiglie
L'Uomo dà sangue nero al tuo fianco sovrano.
L'étoile a pleuré rose au cœur de tes oreilles,
L'infini roulé blanc de ta nuque à tes reins
La mer a perlé rousse à tes mammes vermeilles
Et l'Homme saigné noir à ton flanc souverain.
Arthur Rimbaud tradotto da Diana Grange Fiori
ASCOLTA
Io mi prendo nelle notti
Le rose della tua bocca
Che nessun’ altra ci beva.
Quella che ti abbraccia
Mi deruba dei miei brividi
Che intorno al tuo corpo io dipinsi.
Io sono il tuo ciglio di strada.
Quella che ti sfiora
Precipita.
Senti il mio vivere
Dovunque
come orlo lontano?
CAFFE' CANTANTE

Lampade di cristallo
e specchi verdi.
Sul palco buio
la Parrala sostiene
una conversazione
con la morte.
La chiama,
non viene,
e torna a chiamarla.
Gli spettatori
bevono i singhiozzi.
E negli specchi verdi
lunghe code di seta
si agitano.
Lámparas de cristal
y espejos verdes.
Sobre el tablado oscuro,
la Parrala sostiene
una conversación
con la muerte.
La llama
no viene,
y la vuelve a llamar.
Las gentes
aspiran los sollozos.
Y en los espejos verdes,
largas colas de seda
se mueven.
Federico García Lorca
FRAMMENTI SOLTANTO

Frammenti
soltanto
di raggi
di sole:
l'amore
fra i più.
Scaldano
eppure
tanto che
la loro
mancanza
sarebbe,
per tutti,
certezza
di morte.
Mario Masini da "Proibito a chi odia",1999
BLUES IN MEMORIA

coll.ferro3
Fermate tutti gli orologi, staccate la cornetta,
date al cane un osso succulento prima che si metta
ad abbaiare, zittite i pianoforti e al cupo segnale
del tamburo portate fuori il feretro, parta il funerale.
Alti gli aeroplani s'avvitino con voce di sconforto
scarabocchiando in cielo la notizia E' Morto.
Mettete un nastro nero al collo bianco d'ogni piccione,
fate indossare ai vigili guanti neri di cotone.
Era il mio nord, il mio sud, il mio ovest, il mio est,
la mia settimana di lavoro e il mio giorno di festa,
il mio meriggio, la mia notte, la miaparola, il mio canto.
Sbagliai a pensare eterno quest'amore-ora so quanto.
Le stelle non servono più: spegnetele una a una;
smontate il sole e imballate la luna;
strappate le selve e scolate tutto il mare.
Nessun piacere potrà mai tornare.
Wystan Hugh Auden
SONETTO DELLA GHIRLANDA DI ROSE

Presto con la ghirlanda, su, ché muoio!
Svelto, intrecciala! Canta, gemi, canta!
L'ombra m'intorbida la gola
e mille volte e più splende gennaio.
Tra l'amore mio per te e tuo per me,
vento di stelle e fremito di pianta,
densità d'anemoni solleva
in un gemito cupo, un anno intero.
Fresco il paesaggio della mia ferita,
godilo! Spezza giunchi e ruscelli
delicati! Da cosce di miele bevi
sangue sparso! Ma presto! Uniti, avvinti,
bocca rotta d'amore, anima a morsi,
il tempo ci ritrova consumati.
Federico García Lorca
SONETTO DEL DOLCE LAMENTO

Temo di perdere la meraviglia
dei tuoi occhi di statua e la cadenza
che di notte mi posa sulla guancia
la rosa solitaria del respiro.
Temo di essere lungo questa riva
un tronco spoglio, e quel che più m'accora
è non avere fiore, polpa, argilla
per il verme di questa sofferenza.
Se sei tu il mio tesoro seppellito,
la mia croce e il mio fradicio dolore,
se io sono il cane e tu il padrone mio
non farmi perdere ciò che ho raggiunto
e guarisci le acque del tuo fiume
con foglie dell'autunno mio impazzito.
Federico García Lorca
LA STANZA AMOROSA

coll.ferro3
Basta uno squillo del telefono
e il muro del paradiso è subito sbrecciato
e dalla ferita esce tutta l'aria
e i polmoni rimangono in secca
e chissà quando ritornerà intero
un minuto come quello
passato nella stanza amorosa.
Antonio Porta, 7.10.1986 da "Yellow"
L' AMMORE CHED'E'?

coll.ferro3
"Scusate, sapite l'ammore ched'è?"
"L'ammor' è na cosa
c'addora di rosa...
ca rosa nunn'è
nduvina ched'è?"
"E' rosa?... E scusate, sapite pecché?
"E' rosa o culore
che serve p''ammore.
L'ammore nun c'è
si rosa nunn'è."
"L'addore che c'entra...si rosa nunn'è?"
"Pecché dinto maggio,
se piglia curaggio.
Sentenno l'addore
te nasce l'ammore".
"A maggio sultanto?...E sapite pecché?"
"E' maggio pè n'anno
pè chille c''o ssanno.
Pè chi nun vò bene
stu mese nun vene."
"E senza l'addore l'ammore nun c'è?"
"Nun c'è...pecché 'ammore
è forte delore,
ca pare na cosa
c'addora di rosa".
Eduardo De Filippo
LENZUOLO

Sospira lo sguardo quando,
vicino a me girandoti,
il lenzuolo scopre
il luogo amato
dai miei mai consunti baci.
Osonoi
OMBRA

ichinichi
mono iwazu
chó no kage sasu
Per tutto il giorno
non dirò una parola.
L'ombra di una farfalla.
Ozaki Hósai
PICCOLI CAVALLI

Salalie, paese di Ras Cassa, fa germogliare il grano.
Oh, i baci della mia amica, che passano dalle labbra all'anima!
I piccoli cavalli si trovano tra i Gidda.
Siimi fedele! Ti dissi e non hai voluto.
Or che ne amo un'altra più di te, piangi!
Etnia africana Galla
SIERRA DE GUADARRAMA

coll.ferro3
Se partissi, amante mia,
se io partissi,
se partissi per non tornare,
amante mia,
l'aria mi porterebbe,
amante mia,
da te.
Rafael Alberti
NESSUNO PUO' CONOSCERMI

Nessuno può conoscermi
Come tu mi conosci
Gli occhi tuoi dove dormiamo
Tutti e due
Alle mie luci d'uomo han dato sorte
Migliore che alle notti della terra
Gli occhi tuoi dove viaggio
Han dato ai gesti delle strade un senso
Separato dal mondo
Negli occhi tuoi coloro che ci svelano
La solitudine nostra infinita
Non sono più quel che credevan essere
Nessuno può conoscerti
Come io ti conosco.
Paul Éluard da "Les yeux fertiles" (1936) traduzione di Franco Fortini