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giovedì, 28 settembre 2006

MURASAKI SHIKIBU

utamaro

 

Non credo

Che concederei me stessa

A un uomo

Che di me richiedesse

Con tanta disinvoltura.

 

Murasaki Shikibu (975, forse 1014,forse 1025)

postato da: ferro3 alle ore 17:54 | link | commenti (2)
categorie: poesia
giovedì, 21 settembre 2006

CON LABBRA ROSSE DI TEMPOinfinitiocchi

...

Sieh,unsre Lippen schwellen,

zeitrot auch sie wie der Abend,

murmelnd auch sie-

und der Mund aus dem Meer

taucht schon empor

zum unendlichen Kusse.

...

Guarda, le nostre labbra si fanno turgide,

anch'esse rosse di tempo come la sera,

mormoranti anch'esse-

e la bocca sorta dal mare

già emerge

al bacio infinito.

Paul Celan tradotto da Giuseppe Bevilacqua

postato da: ferro3 alle ore 09:01 | link | commenti (2)
categorie: poesia
mercoledì, 20 settembre 2006

RUOTA

la ruota

La ruota del mulino si stacca
alla piena dell’acqua
ma continua il suo giro
e avvolge un minuto
al minuto passato
o futuro.

Salvatore Quasimodo

postato da: ferro3 alle ore 11:34 | link | commenti
categorie: poesia
martedì, 19 settembre 2006

SULL' ETERNITA'

Bei Dao

Sotto il chiarore prestato dalle stelle

il maratoneta attraversa la città morta

ci confidiamo con le pecore

condividiamo il buon vino

e i crimini sotto banco

la bruma è attratta nel canto della notte

il fuoco come un'enorme diceria

va incontro al vento

se la morte è una ragione dell'amore

amiamo passioni non caste

amiamo gli sconfitti

quegli occhi che scrutano il tempo

Bei Dao (Pechino 1949) da "Speranza fredda"

tradotto da Claudia Pozzana

postato da: ferro3 alle ore 18:01 | link | commenti (2)
categorie: poesia
martedì, 12 settembre 2006

PALLOTTOLIERE

infinitiocchiIl tuo seno

è come una mela d'Australia.

I tuoi seni

sono come due mele d'Australia.

Come amo questo pallottoliere dell'amore!

Jaroslav Seifert

da " Sulle onde del Telegrafo Senza Fili ", 1925

postato da: ferro3 alle ore 11:02 | link | commenti (8)
categorie: poesia
lunedì, 11 settembre 2006

perché certa gente è arrabbiata con me qualche volta

infinitiocchi

mi chiedono di ricordare

ma vogliono che io ricordi

i loro ricordi

e io continuo a ricordare

i miei

Lucille Clifton

postato da: ferro3 alle ore 09:39 | link | commenti (2)
categorie: poesia
mercoledì, 06 settembre 2006

POTREBBERO DIRTI MORTA

infinitiocchi

I tuoi occhi son come la giovinezza

grandi, perduti, lasciano il mondo.

Potrebbero dirti morta senza rumore

e incamminare sui tuoi occhi il cielo,

passo a passo, seguendo l'alba.

Tu sei l'amore da portare in braccio

di corsa sino al vento, sino al mare,

e dirti fredda da scaldare al fuoco

e dirti triste coi capelli neri

da pettinare eternamente, è come

deporti nel silenzio, starti accanto

udendo l'acqua battere alle rive.

Alfonso Gatto 

postato da: ferro3 alle ore 15:39 | link | commenti (3)
categorie: poesia
martedì, 05 settembre 2006

O tell me the truth about love

tell me the truth about love

Dicono alcuni che amore è un bambino,
e alcuni che è un uccello,
alcuni che manda avanti il mondo,
e alcuni che è un'assurdità,
e quando ho domandato al mio vicino,
che aveva tutta l'aria di sapere,
sua moglie si è seccata e ha detto che
non era il caso, no.

Assomiglia a una coppia di pigiami,
o al salame dove non c'è da bere?
Per l'odore può ricordare i lama,
o avrà un profumo consolante?
E' pungente a toccarlo, come un pruno,
o lieve come morbido piumino?
E' tagliente o ben liscio lungo gli orli?
O tell me the truth about love.

I manuali di storia ce ne parlano
in qualche noticina misteriosa,
ma è un argomento assai comune
a bordo delle navi da crociera;
ho trovato che vi si accenna nelle
cronache dei suicidi,
e l'ho visto persino scribacchiato
sul retro degli orari ferroviari.

Ha il latrato di un alsaziano a dieta
o il bum-bum di una banda militare?
Si può farne una buona imitazione
su una sega o uno Steinway da concerto?
Quando canta alle feste, è un finimondo?
Apprezzerà soltanto roba classica?
Smetterà se si vuole un po' di pace?
O tell me the truth about love.

Sono andato a guardare nel bersò;
lì non c'era mai stato;
ho esplorato il Tamigi a Maidenhead,
e poi l'aria balsamica di Brighton.
Non so che cosa mi cantasse il merlo,
o che cosa il dicesse il tulipano,
ma non era nascosto nel pollaio,
e non era nemmeno sotto il letto.

Sa fare delle smorfie straordinarie?
Sull'altalena soffre di vertigini?
Passerà tutto il suo tempo alle corse,
o strimpellando corde sbrindellate?
Avrà idee personali sul denaro?
E' un buon patriota o mica tanto?
Ne racconta di allegre, anche se spinte?
O tell me the truth about love.

Quando viene, verrà senza avvisare,
proprio mentre mi sto frugando il naso?
Busserà la mattina alla mia porta,
o là sul bus mi pesterà un piede?
Accadrà come quando cambia il tempo?
Sarà cortese o spiccio il suo saluto?
Metterà in subbuglio la mia vita tutta insieme?
O tell me the truth about love.

da W. H. Auden, Verità, vi prego sull'amore, trad. di Gilberto Forti, Adelphi, Milano 1994

postato da: ferro3 alle ore 11:20 | link | commenti (5)
categorie: poesia
lunedì, 04 settembre 2006

AMARANTA

ferro3 settembre

Biondi, lucidi seni di Amaranta

limati dalla lingua d'un levriero.

Portici di limoni, fuorviati

dal canale che monta alla tua gola.

Rosso un ponte di riccioli che avanza

fa ardere gli avori tuoi ondulati.

Curvo, morde e ferisce i denti esangui,

librandoti nel vento che ti innalza.

Dorme la solitudine nel folto,

calza il piede di zeffiro e poi scende

dall'alto olmo al mar della pianura.

 

Ecco il suo buio corpo che s'accende

e, gladiatrice, come brace impura,

fra Amaranta e il suo amante si distende.

Rafael Alberti

postato da: ferro3 alle ore 13:54 | link | commenti (2)
categorie: poesia