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giovedì, 30 novembre 2006

EL SOL
aleixandre





























Leve, ingrávida, apenas,
la sandalia. Pisadas
sin carne. Diosa sola,
demanda a un mundo planta
para su cuerpo, arriba
solar. No caballera
digáis; cabello ardiente.
Decid sandalia, leve
pisada; decid sólo
no tierra, grama dulce
que cruje a ese destello,
tan suave que la adora
cuando la pisa.
¡Oh,siente
tu luz, tu grave tacto
solar! Aquí, sintiéndote,
la tierra es cielo. Y brilla.


Lieve, leggero, appena,
il sandalo. Passi

senza carne. Dea sola,
chiede a un mondo pianta
per il suo corpo, lassù
solare. Non dite chioma,
ma capello ardente.
Sandalo dite, leggero
calpestio; dite soltanto
non terra, ma erba dolce
che scricchiola per quel fulgore,
così soffice che l'adora
quando la calpesta. Oh, senti
la tua luce, il tuo grave tatto
solare! Qui, sentendoti,
la terra è cielo. E splende.

Vicente Aleixandre

postato da: ferro3 alle ore 11:33 | link | commenti
categorie: poesia
mercoledì, 29 novembre 2006

VIDA
ferro3


















Un pájaro de papel en el pecho
dice que el tiempo de los besos no ha llegado;
vivir, vivir, el sol cruje invisible,
besos o pájaros, tarde o pronto o nunca.
Para morir basta un ruidillo,
el de otro corazón al callarse,
o ese regazo ajeno que en la  tierra
es un navío dorado para los pelos rubios.
Cabeza dolorida, sienes de oro, sol que va a ponerse;
aquí en la sombra sueño con un río,
juncos de verde sangre que ahora nace,
sueño apoyado en ti calor o vida.

Un uccello di carta nel petto
dice che il tempo dei baci non è ancora giunto;
vivere, vivere, il sole scricchiola invisibile,
baci e uccelli, tardi o presto o mai.
Per morire basta  un rumore leggero,
quello che un altro cuore fa quando tace,
e quel grembo altrui che sulla terra
è una barca dorata per i capelli biondi.
Testa sofferente, tempie d'oro, sole che sta per calare;
qui nell'ombra sogno un fiume,
giunchi di verde sangue che ora nasce,
sogno appoggiato a te calore o vita.

Vicente Aleixandre (1898-1984)

Nel 1977 ha avuto il Nobel con questa motivazione:
"Per una poetica creativa che illumina la condizione dell'uomo nel cosmo e nella società presente, allo stesso tempo rappresenta il grande rinnovamento delle tradizione della poetica spagnola fra le guerre".




postato da: ferro3 alle ore 09:02 | link | commenti (1)
categorie: poesia
giovedì, 23 novembre 2006

I BRAVI SIGNORI
i bravi signori




























Un signore di Scandicci
buttava le castagne
e mangiava i ricci.

Un suo amico di Lastra a Signa
buttava i pinoli
e mangiava la pigna.

Un suo cugino di Prato
mangiava la carta stagnola
e buttava il cioccolato.

Tanta gente non lo sa
e dunque non se ne cruccia:
la vita la butta via
e mangia soltanto la buccia.

Gianni Rodari
postato da: ferro3 alle ore 11:23 | link | commenti (2)
categorie: poesia
sabato, 18 novembre 2006

J'ai rêvé de toi cette nuit...
VerlaineStanotte ho sognato di te:
ti sdilinquivi in mille pose
tubavi moltissime cose...

Ed io, come si gusta un frutto,
a piena bocca ti baciavo
dovunque, monte, piana o valle.

Ero d'un'elasticità,
d'un'energia ammirevole:
perbacco, che fiato e che reni!

Dal canto tuo, cara, tu
che reni, che fiato, e che
elasticità di gazzella...

Al risveglio, tra le tue braccia
fu la stessa, identica festa
ma più intensa, ma più perfetta.

Paul Verlaine,"Chansons pour elle", XXII
postato da: ferro3 alle ore 11:20 | link | commenti (1)
categorie: poesia
giovedì, 16 novembre 2006

GREGORY HOUSE
House
    





















"Cosa preferisce: un medico che le tiene la mano mentre muore o che la ignora mentre migliora?"
postato da: ferro3 alle ore 17:51 | link | commenti (8)
categorie:
mercoledì, 15 novembre 2006

Stefano Cagolferro3 fotografato da Stefano Cagol
 
postato da: ferro3 alle ore 17:41 | link | commenti (4)
categorie: foto
lunedì, 13 novembre 2006

saffo















Eccoti. Finalmente. Ero tutta una smania
di te.
Rechi un rifiato all'anima, bruciante
di brama.

Saffo
postato da: ferro3 alle ore 17:15 | link | commenti (2)
categorie: poesia
mercoledì, 08 novembre 2006

JACK HIRSCHMAN

ONE DAY

One day I'm gonna give up writing and just paint
                I'm gonna give up painting and just sing
                I'm gonna give up singing and just sit
                I'm gonna give up sitting and just breathe
                I'm gonna give up breathing and just die
                I'm gonna give up dying and just love
                I'm gonna give up loving and just write.

  Hirschman

















BLU

L'amore mi travolge
come colei che è andata
via e ha lasciato il suo vestito bianco
a fiorellini blu

dietro. Dietro, dietro
andando verso il futuro
radiosamente nuda. Cosa
devo farne? Indossarlo?

Io non indosso abiti. Amo
quello che c'è dentro. Ma
questo è così triste e solo
che lo lascerò posato

per un po' sul mio petto,
contro  la curva del mio bracccio
e lascerò che i fiori blu
siano blu.

traduzione di Raffaella  Marzano

POESIE

 
postato da: ferro3 alle ore 14:13 | link | commenti (3)
categorie: poesia
mercoledì, 01 novembre 2006

ALLUVIONE

alluvione

La fiorentina si spogliò:
sotto il seno, una linea scura indicava
il livello dell'acqua nell'alluvione
del 4 novembre '66.

Ennio Flaiano

postato da: ferro3 alle ore 19:36 | link | commenti (3)
categorie: saggio