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IL PECCATO MI FA RIPOSARE

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venerdì, 30 marzo 2007

O frenetiche notti!
Cameron,The Angel at theTomb,1870

















O frenetiche notti !
Se fossi accanto a te,
queste notti frenetiche sarebbero
la nostra estasi !

Futili i venti
a un cuore in porto:
ha riposto la bussola,
ha riposto la carta.

Vogar nell 'Eden !
Ah, il mare !
Se potessi ancorarmi
stanotte in te !

Emily Dickinson
tradotta da Margherita Guidacci

postato da: ferro3 alle ore 11:14 | link | commenti (2)
categorie: poesia
giovedì, 29 marzo 2007

FERNANDO PESSOA
SONETTO XIII
Cameron,Mariana 1875



























Se m'addormentassi al suono della mia stessa voce

Nel dirti come l'amor mio per te sia il mio sogno

Mi ritroverei ad udire me stesso, il rumore

Delle mie parole come fossero d'altra persona.

Ma non mi stupisco; questo è l'animo del poeta.

Davvero non potrei ben dirti quanto io ti amo,

Potessi non amarti meno sapendolo, e fossi

Tutto amore e nessun pensiero a provare amore.

Tanto più la coscienza diviene cosciente di sé

Tanto meno s'adopera per sminuire se stessa.

L'amore mio non potrebbe vestir d'oro l'amore

Senza sperperare dell'amore le sue ricchezze.

  L'amore del poeta è questo (come ora ti provo):

  Amo il mio amore per te più di quanto io ti ami.


da "35 Sonnets" di Fernando Pessoa usciti in inglese nel 1918.
Il poeta portoghese scelse come forma metrica il sonetto elisabettiano.
La bella traduzione è di Ugo Serani.


postato da: ferro3 alle ore 09:58 | link | commenti (3)
categorie: poesia
mercoledì, 28 marzo 2007

LE PROSSIME NOTTI
ferro3

















Dove vorresti incontrarmi?
Mi sussurri baciandomi,
in un sogno questa notte.

Non ti rispondo amore mio.
Chiedimelo di nuovo,
tutte le prossime notti.


Osonoi
postato da: ferro3 alle ore 11:44 | link | commenti
categorie: poesia
lunedì, 26 marzo 2007

Testo greco




























ferro3

































TORNA

Torna, prendimi spesso, amato spasimo,
Torna quando del corpo la memoria
Si ralluma, in quegli istanti prendimi:
Quando riagita il sangue le remote
Sue voglie e a labbra e carne si agglutìnano
I ricordi, e sulle mani ancora
La sensazione del toccare infuria.
Torna più volte, prendimi di notte,
Tutta la carne nel ricordo tendimi.

Constantinos Kavafis (scritta nel 1912)
tradotta da Guido Ceronetti
postato da: ferro3 alle ore 09:19 | link | commenti (2)
categorie: poesia
venerdì, 23 marzo 2007

MOONLIGHT IN VERMONT
vermont


OSCAR PETERSON TRIO
postato da: ferro3 alle ore 16:34 | link | commenti
categorie: musica
mercoledì, 21 marzo 2007

GABBIANI
gabbiani
Non so dove i gabbiani abbiano il nido,
ove trovino pace.
Io son come loro
in perpetuo volo.
La vita la sfioro
com'essi l'acqua ad acciuffare il cibo.
E come forse anch'essi amo la quiete,
la gran quiete marina,
ma il mio destino è vivere
balenando in burrasca.
 
Vincenzo Cardarelli
postato da: ferro3 alle ore 15:28 | link | commenti (1)
categorie: poesia
martedì, 20 marzo 2007

KIOSQUES
Léon-Paul Fargue
fargue

















...
Tu te tais, je ne dis rien,
Nous n'en pensons pas plus, peut-être.
Mais les lucioles de proche en proche
Ont tiré leur lampe de poche
Tout exprès pour faire briller
Sur tes yeux calmes cette larme
Que je fus un jour obligé de boire.
La mer est bien assez salée.

...
Tu taci, io non dico niente,
non pensiamo nemmeno piú, probabilmente.
Ma le lucciole a poco a poco
hanno tirato fuori dalla tasca
la lampadina apposta per far brillare
sopra i tuoi occhi calmi quella lacrima
che un giorno ho dovuto bere.
E'ben salato il mare.
...

Léon-Paul Fargue
"Tende" da "Ludiche"
nella traduzione di Luciana Frezza
postato da: ferro3 alle ore 18:30 | link | commenti
categorie: poesia
lunedì, 19 marzo 2007

YASUNARI KAWABATA
"IL PAESE DELLE NEVI"
kawabata































foto coll.ferro3

Il paesaggio era scuro, severo. Il crepitio della neve che gelava sulla terra pareva rimbombare nelle sue profondità. Non c'era luna. Le stelle, troppe per sembrare vere, si affacciavano in cielo con uno scintillio cosí vivo che parevano precipitare nel vuoto. E piú le stelle si avvicinavano, piú il cielo pareva sprofondare nel colore della notte. Le vette della catena montuosa confondendosi l'una con l'altra, si levavano massicce sull'orlo del cielo stellato in un'oscurità cosí greve e fosca che pareva partecipare del loro peso. L'insieme della scena notturna si fondava in una pura, serena armonia.

da "Il paese delle nevi" di Yasunari Kawabata
postato da: ferro3 alle ore 15:33 | link | commenti (1)
categorie: testi
lunedì, 12 marzo 2007

MILLE STRADE
marzo




























Hai gettato un'ombra bella e dura
sui miei giorni inquieti. Intorno a essa

la luce si è fatta incredibilmente forte.
Mille strade d'un tratto sono andate verso il mare

Henrik Nordbrandt
postato da: ferro3 alle ore 16:45 | link | commenti (1)
categorie: poesia
domenica, 11 marzo 2007

con un tempo un po' così
con un cuore un po' così

maritozzo4























There was an Old Man of
Calcutta,
Who perpetually ate bread and butter,
Till a great bit of muffin,
On which he was stuffing,
Choked that horrid Old Man of Calcutta.


C'era un certo signore a Calcutta,
S'abbuffava di strutto e di frutta;
Ma un bel dí un maritozzo
Incastrato nel gozzo
Strozzò il bieco signor di Calcutta.

Limerick di Edward Lear
(Londra 1812-San Remo 1888)
tradotto da Ottavio Fatica
postato da: ferro3 alle ore 14:01 | link | commenti (1)
categorie: tristezze
giovedì, 08 marzo 2007


8 marzo
IL MIO AMORE SCOPRE OGGETTI
Violino
Il mio amore scopre oggetti

setose farfalle
si celano tra le sue dita

le sue parole
mi cospargono di stelle

sotto le dita del mio amore la notte
brilla come un lampo

il mio amore inventa mondi in cui abitano
serpenti costellati di brillanti

mondi in cui la musica é il mondo
mondi in cui le case con gli occhi aperti
contemplano l'alba

il mio amore é un folle girasole che dimentica
pezzi di sole nel silenzio


ISABEL FRAIRE tradotta da Marco Di Terlizzi
postato da: ferro3 alle ore 10:28 | link | commenti
categorie: poesia
giovedì, 01 marzo 2007

FIORIRE
rosa

foto di Stefania
     
Fiorire-è il fine-chi passa un fiore
con uno sguardo distratto
stenterà a sospettare
le minime circostanze

coinvolte in quel luminoso fenomeno
costruito in modo così intricato
poi offerto come una farfalla
al mezzogiorno-

Colmare il bocciolo-combattere il verme-
ottenere quanta rugiada gli spetta-
regolare il calore-eludere il vento-
sfuggire all'ape ladruncola

non deludere la natura grande
che l'attende proprio quel giorno-
essere un fiore, è profonda
responsabilità-

Emily Dickinson
postato da: ferro3 alle ore 14:47 | link | commenti (3)
categorie: poesia