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giovedì, 31 maggio 2007

SBARCO A QUEBEC
Quebeccoll.ferro3
Sono le vesti, l'incedere
gli oggetti che porto in mano
-un libro, una borsa con il lavoro a maglia-
l'incongruo rosa dello scialle

questo spazio non può udire

o è la mia mancanza
di convinzione che crea
queste lande di desolazione,
lunghe colline, le paludi, la sabbia arida, 
il riverbero
del sole sugli ossei tronchi
alla deriva, presagi d'inverno,
la luna straniera durante il
giorno un fievole rifiuto

Gli altri saltano, gridano

          Libertà!

L'acqua fuggente non mi mostra
la mia immagine.

Le rocce ignorano.

Io sono una parola
in una lingua straniera.

Margaret Atwood (Ottawa, 1939)
nella versione di Alfredo Rizzardi

postato da: ferro3 alle ore 22:56 | link | commenti (1)
categorie: poesia
lunedì, 28 maggio 2007

ASSAI PRIMA DEL CORPO
alberti

















Assai prima del corpo.

Nell'epoca dell'anima.

Quando tu apristi nella fronte non coronata,
del cielo,
la prima dinastia del sogno.

Allorché,
contemplandomi nel nulla,
inventasti la prima parola.

Allora,
il nostro incontro.

Rafael Alberti- Secondo ricordo.
postato da: ferro3 alle ore 18:31 | link | commenti (2)
categorie: poesia
domenica, 27 maggio 2007

YOSANO AKIKO 2
cagol
©stefano cagol


Senza parlar del come,
senza pensare al poi,
senza chiederci fama o nome,
qui, amando l'amore,
tu e io ci guardiamo.

Yosano Akiko (1878-1942)

frame dal video "HEART" di Stefano Cagol
2.19 min.looped,
2005; coll. ferro3



postato da: ferro3 alle ore 10:19 | link | commenti (3)
categorie: poesia
sabato, 26 maggio 2007

YOSANO AKIKO
stefanocagol                                                                                                                                        ©stefano cagol


Stringi il mio seno,
apri il velo del mistero.
Un fiore vi sboccia,
cremisi e fragrante.

Yosano Akiko (1878-1942)

frame dal video "HEART" di Stefano Cagol
2.19 min.looped,
2005; coll. ferro3

postato da: ferro3 alle ore 11:17 | link | commenti (1)
categorie: poesia
martedì, 22 maggio 2007

NOI
sexton

















Ero avvo
lta nella pelliccia nera,
nella pelliccia bianca
e tu mi svolgevi
e in una luce d'oro
poi m'incoronasti,
mentre fuori dardi di neve
diagonali battevano alla porta.

Mentre venti centimetri di neve
cadevano come stelle
in frammenti di calcio,
noi stavamo nel nostro corpo
(stanza che ci seppellirà)
e tu stavi nel mio corpo
(stanza che ci sopravviverà)
e all'inizio ti asciugai
i piedi con una pezza
perché ero la tua schiava
e tu mi chiamavi principessa.
Principessa!

Oh, allora
mi alzai con la pelle d'oro,
e mi disfeci dei salmi
e mi disfeci dei vestiti
e tu sciogliesti le briglie
sciogliesti le redini,
e io i bottoni,
e disfeci le ossa, e le confusioni,
e le cartoline del New England,
le notti di gennaio finite alle dieci,
e come spighe ci sollevammo,
per acri e acri d'oro,
e poi mietemmo, mietemmo,
mietemmo.

ANN SEXTON (1928-1974)



 

postato da: ferro3 alle ore 19:04 | link | commenti (3)
categorie: poesia
lunedì, 21 maggio 2007

SAFFO
Saffo

















Simile a un dio mi sembra quell'uomo
che siede davanti a te, e da vicino
ti ascolta mentre tu parli
con dolcezza
e con incanto sorridi. E questo
fa sobbalzare il mio cuore nel petto.
Se appena ti vedo, sùbito non posso
più parlare:
la lingua si spezza: un fuoco
leggero sotto la pelle mi corre:
nulla vedo con gli occhi e le orecchie
mi rombano:
un sudore freddo mi pervade: un tremore
tutta mi scuote: sono più verde
dell'erba; e poco lontana mi sento
dall'essere morta.
Ma tutto si può sopportare...


--------------------------------------------

Tramontata è la luna e le Pleiadi:
a mezzo è la notte:
il tempo trascorre;
e io dormo sola.
postato da: ferro3 alle ore 11:00 | link | commenti (1)
categorie: poesia
sabato, 19 maggio 2007

SAMARCANDA
SAMARCANDA
















«Quando si pone piede in una città asiatica, tutte le idee nate dalle vostre letture precedenti e che sonnecchiavano nella mente, si risvegliano ad un tratto, si vivificano, s’affollano nella memoria, facendovi quasi pregustare ciò che si vedrà in seguito.»

 
Jules Brocherel, in “Asia Centrale” (1904)


foto di ferro3 nel mercato di Samarcanda (anno 2000)

postato da: ferro3 alle ore 03:40 | link | commenti (1)
categorie: testi
mercoledì, 16 maggio 2007



GUIDO CAVALCANTI
guido

















Voi che per li occhi mi passaste 'l core
e destaste la mente che dormia,
guardate a l'angosciosa vita mia,
che sospirando la distrugge Amore.

E' vèn tagliando di sì gran valore,
che' deboletti spiriti van via:
riman figura sol en segnoria
e voce alquanta, che parla dolore.

dalle Rime di Guido Cavalcanti (1250-1300)

cavalcanti
postato da: ferro3 alle ore 11:58 | link | commenti
categorie: poesia
sabato, 12 maggio 2007







NOCHE DEL AMOR INSOMNE
NOTTE DELL'AMORE INSONNE                 
amoreinsonne
Noche arriba los dos con luna llena
yo me puse allorar y tú reías.
Tu desdén era un dios, las quejas mías
momentos y palomas en cadena.

Noche abajo los dos. Cristal de pena,
llorabas tú por hondas lejanías.
Mi dolor era un grupo de agonías
sobre tu débil corazón de arena.

La aurora nos unió sobre la cama,
las bocas puestas sobre el chorro helado
de una sangre sin fin que se derrama.

Y el sol entró por el balcón cerrado
y el coral de la vida abrió su rama
sobre mi corazón amortajado.

Notte alta, noi due e la luna piena;
io che piangevo, mentre tu ridevi.
Un dio era il tuo scherno; i miei lamenti
attimi e colombe incatenate.

Notte bassa, noi due. Cristallo e pena,
piangevi tu in profonde lontananze.
La mia angoscia era un gruppo di agonie
sopra il tuo cuore debole di sabbia.

L'alba ci ricongiunse sopra il letto,
le bocche su quel gelido fluire
di un sangue che dilaga senza fine.

Penetrò il sole la veranda chiusa
e il corallo della vita aprì i suoi rami
sopra il mio cuore nel sudario avvolto.


Federico García Lorca da "Sonetti dell'amore oscuro" 1935-1936
postato da: ferro3 alle ore 16:06 | link | commenti (1)
categorie: poesia
venerdì, 04 maggio 2007

LACASA DELLE BELLE ADDORMENTATE

..."Mi era capitato una volta di sentir dire che la donna serenamente addormentata accanto al suo uomo è più felice di quella preda di un inebriante rapimento; tuttavia non c'era donna che avesse dormito accanto a me dolcemente come quel braccio di ragazza."

da "La casa delle belle addormentate" di Yasunari Kawabata

postato da: ferro3 alle ore 10:08 | link | commenti (5)
categorie: testi
giovedì, 03 maggio 2007

AFORISMI SULLA RADICE
DEGLI ORTAGGI
shangai




























Il suono di una campana udito nel silenzio della notte può destarci dal sogno che sognamo di sognare.
L'immagine della luna contemplata in acque trasparenti può mostrarci il nostro vero corpo al di là del nostro.
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Quando una nube solitaria esce dalla cavità di una  roccia, nulla la spinge a partire o a restare.
Quando la luna, specchio  luminoso, si alza nel cielo, non riflette nulla, né quiete né disordine.

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I pesci guizzano rapidi nell'acqua, ma non sanno di essere nell' acqua.
Gli uccelli volano portati dal vento, ma ignorano l'esistenza del vento.
Comprendendo questo, ci si può innalzare al di sopra delle cose e godere del corso naturale del mondo.

tre aforismi tratti da "Aforismi sulla radice degli ortaggi" di Hong Zicheng , Cina, fine del XVII secolo.
postato da: ferro3 alle ore 10:12 | link | commenti (1)
categorie: testi
mercoledì, 02 maggio 2007

GELO
silenziario
Spento l'ardore del fuoco bruciante.
Non soffro, oramai:
muoio, ghiacciato dalla dea di Pafo.
Dopo le carni, m'intacca strisciando le ossa e i precordi
con ansito vorace Amore amaro.
Anche nei riti, la fiamma, che tutte le vittime ingoia,
     a corto d'esca si fredda, da sé.

di Paolo Silenziario (visse a Bisanzio ca. 520-75)
tratta dall' "Antologia Palatina"
tradotta da Filippo Maria Pontani


postato da: ferro3 alle ore 08:31 | link | commenti (1)
categorie: poesia