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martedì, 31 luglio 2007

UNA PIETRA

Gerhard Richter

Tempeste e poi tempeste fui
soltanto
Un sentiero della terra.
Ma le piogge placavano la non
placabile terra,
Morire fece il letto di notte nel
mio cuore.

Yves Bonnefoy

Gerhard Richter (1932)
BRIDGE 14 FEB 45
cm.45x34,5
offset , anno 2000
coll. ferro3
postato da: ferro3 alle ore 16:45 | link | commenti (1)
categorie: poesia, foto
domenica, 29 luglio 2007

il fromboliere entusiasta

fromboliere
Le gambe pigre.
Le ginocchia.Le spalle.
La chioma di ali nere che volano intorno.
I ragni scuri del pube in riposo.

Pablo Neruda da " Il fromboliere entusiasta"
postato da: ferro3 alle ore 15:22 | link | commenti
categorie: poesia
sabato, 28 luglio 2007

FORUGH FARROKHZAD

il mio amato

forugh

 

 

















Il mio amato

con quel corpo nudo sfrontato

stava come la morte

sulle sue gambe possenti.

Impazienti linee curve

seguivano

i suoi lombi ribelli

nei loro disegni fermi.

Il mio amato

sembra perso da generazioni

come un tartaro

nel costante agguato di un cavaliere

nell’abisso dei suoi occhi.

O un berbero

trafitto dal sangue caldo di una preghiera

nel fresco bagliore dei suoi denti.

Il mio amato

come la natura

ha un franco ineluttabile concetto

approva

l’onesta legge del potere

con il mio fallimento.

E’ selvaggiamente libero

come un sano istinto

nelle profondità di un’isola deserta.

Toglie

dalle scarpe la polvere delle strade

con i brandelli della tenda di Majnun.

Il mio amato

sembra sia stato straniero

dall’inizio della sua esistenza

come un dio in un tempio nepalese.

E’ un uomo dei secoli passati

una reminiscenza della bellezza originaria.

Nel suo spazio

come nel profumo dell’infanzia

costantemente risveglia

memorie innocenti.

E’ come un’allegra canzone popolare

piena di barbarie e nudità.

Ama sinceramente

le particelle della vita

le particelle della polvere

il dolore dell’Uomo

il dolore puro.

Ama sinceramente

un vicolo fiorito del villaggio

un albero

un gelato

una corda da bucato.

Il mio amato

è un uomo semplice.

Un uomo semplice che io

ho nascosto

nella spaventosa regione delle meraviglie

in mezzo alla macchia dei miei seni

come l’ultimo segno di una religione felice.

 

FORUGH FARROKHZAD (1934-1967)

 

postato da: ferro3 alle ore 15:02 | link | commenti (2)
categorie: poesia
martedì, 24 luglio 2007

Marceline Desbordes Valmore

ThedaBara 

 


Quand’egli impallidì una sera  e la voce tremante
sul nascere d’un suono si spense all’improvviso;
quando i suoi occhi alzando la palpebra bruciante
mi presero d’un male da cui lo pensai preso;
quando i suoi tratti più struggenti, ardore
d’un fuoco che non può mai declinare
mi si impressero vivi in fondo al cuore,
lui non amava: ero io ad amare.

Marceline Desbordes Valmore (1786-1859)

 

 

 

postato da: ferro3 alle ore 18:50 | link | commenti (1)
categorie: poesia
lunedì, 23 luglio 2007

LOUISE LABE'


Labé



Da che m’avvelenò crudele Amore
la prima volta il petto col suo fuoco,
sempre io arsi al suo furor divino
che non un giorno abbandonò il mio cuore.

 

Qual sia fatica,e molte me ne diede,
qual sia minaccia  e prossima rovina,
o idea di morte che di tutto è fine,
di nulla il cuore acceso si sorprese.

 

Più l’Amore ci assale duramente
e più ci fa raccogliere le forze
e sempre freschi alle sue lotte rende:

 

ma non perché ci vuole favorire,
lui che disprezza uomini e Divini,
ma per parer più forte contro i forti.


Louise Labé (1524-1566)

 

postato da: ferro3 alle ore 10:40 | link | commenti (1)
categorie: poesia
venerdì, 20 luglio 2007

"il guizzo irriverente dell'azzurro"

il guizzo irriverente
Ma corri, seguila fino alla porta,
toccala, fermala, cancella l'ombra
di quegli occhi allarmati di ragazza,
ferita, bella e piena di paura,

stringi più forte, toglile il respiro,
prendi la sua paura tra le mani,
come fai con la tua, fai come sempre,
spingila via da lei, fatti aiutare,

come hai fatto da sempre, grida forte,
per te c'è solo lei, lo sai da sempre,
da quella prima volta alla fermata,

che non hai più distinto i tuoi confini,
da quelli suoi, così tienteli dentro,
e per ora e per sempre e così sia.

Riccardo Held da "Il guizzo irriverente dell'azzurro", Marsilio, 1995
postato da: ferro3 alle ore 15:41 | link | commenti (1)
categorie: poesia
mercoledì, 18 luglio 2007

UNA VOCE
una voceAscoltami rivivere nei boschi
Sotto le fronde di memoria dove
Io passo verde,
Calcinato sorriso di piante antiche sulla terra,
Stirpe carbonacea del giorno.

Ascoltami rivivere, ti guido
Al giardino di presenza,
Abbandonato a sera e coperto d'ombre,
Abitabile per te nel nuovo amore.

Ieri deserto regnante, ero foglia selvatica
Libera di morire,
Ma il tempo maturava, nero lamento dei dirupi,
La ferita dell'acqua nelle pietre del giorno.

Yves Bonnefoy
postato da: ferro3 alle ore 21:48 | link | commenti (3)
categorie: poesia
domenica, 15 luglio 2007

da "Poesie disperate e inedite"

lasciami

Lasciami in pace, torbido,
maniaco pensiero d'amore.
Considera la mia età
non duttile, il mio cuore,
le mie membra stanche.
Ma  tu t'annidi nei precordi,
e vuoi felicità.
Vuoi l'impossibile, o idiota
smania della vita. T'insulto,
e tu mi strazi.

Carlo Betocchi (Torino 1899, Bordighera 1986) da "Poesie disperate e inedite"
postato da: ferro3 alle ore 14:24 | link | commenti (2)
categorie: poesia
mercoledì, 11 luglio 2007

Paul Eluard
Poésie ininterrompue
L'âge de la vie  IV)

eluard

De la douce et de l'extrême
Nous confondions les couleurs

Toutes étaient inutiles
Et nous à quoi servions-nous

Tous et toutes grains de sable
Impalpables dans le vent

Tous et toutes étincelles
Sous une ombrelle de feu

Sommes-nous hommes et femmes
De ces enfants que nous fûmes

Le vent s'est désorienté
La lumière s'est brouillée

Un rien nous tient immobiles
Réfléchissant dans le noir

Della dolce e dell'estrema
Avevamo confuso i colori

Erano tutte inutili
E noi a che si serviva?

Tutti e tutte grani di sabbia
Impalpabili nel vento

Tutti e tutte come faville
Sotto un'ombrella di fuoco

Siamo noi uomini e donne
Di quei ragazzi che fummo?

Il vento s'è disorientato
La luce s'è turbata

Un nulla ci fa immobili
Riflettendo nel buio


Paul Eluard nella versione di Franco Fortini


postato da: ferro3 alle ore 19:01 | link | commenti (1)
categorie: poesia
mercoledì, 04 luglio 2007

"Inventario privato" 3)

dormire
Sotto la torre, al parco, di domenica
con pacata follia per ore e ore
immobile a guardarti. Avevo gli occhi
gonfi, e il sesso, e il cuore.
                                     Infastidita
i tuoi polsi snervati dalla mia
estasi, "lasciami" hai detto, di fuggirti
mi hai consigliato. Sono egoista e
lo spirito umano ha piú bisogno
di piombo, che di ali.

Elio Pagliarani da "Inventario privato"
postato da: ferro3 alle ore 16:10 | link | commenti (2)
categorie: poesia
martedì, 03 luglio 2007

"Inventario privato" 2)

Roseperte



















E' già autunno, altri mesi ho sopportato
senza imparare altro: ti ho perduta
per troppo amore, come per fame l'affamato
che rovescia la ciotola col tremito.

Elio Pagliarani da "Inventario privato"
postato da: ferro3 alle ore 16:40 | link | commenti (3)
categorie: poesia
lunedì, 02 luglio 2007

da "Inventario privato"

pagliarani
Ti dicevo al telefono (di cui
piú mi prendono le pause, gl'imbarazzi
docili, e se ci udiamo respirare)
ti dicevo al telefono un amore
che urge, e perché.

Elio Pagliarani da "Inventario privato"
postato da: ferro3 alle ore 17:32 | link | commenti
categorie: poesia