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venerdì, 30 novembre 2007

PIACERE

30novembre
GRECO


Profuma e allieta la mia vita il ricordo delle ore
in cui trovai il piacere e lo tenni come volli.
Profuma e allieta la vita a me ch'ebbi ribrezzo
d'ogni routine nei godimenti dell'amore.

Costantino Kavafis
nella versione di Nicola Crocetti
postato da: ferro3 alle ore 12:58 | link | commenti (1)
categorie: poesia
giovedì, 29 novembre 2007

E’ vero che la sete è patimento,
ma ho avuto la rugiada!

Out











Anna Lea Merrit, "Love locked out",1889

To lose thee - sweeter than to gain
All other hearts I knew.
‘Tis true the drought is destitute,
But then, I had the dew!

The Caspian has its realms of sand,
Its other realm of sea.
Without the sterile perquisite,
No Caspian could be.
 

Perdere te - più dolce che far mio
ogni altro cuore che abbia conosciuto.

E’ vero che la sete è patimento,
ma ho avuto la rugiada!

Il Caspio ha il suo regno di sabbia
e l’altro suo regno di mare.

Senza il tributo sterile,

non ci sarebbe Caspio.

Emily Dickinson nella versione di Marisa Bulgheroni

ascolta l'allegro dal Quartetto per flauto KV 285b
di Wolgang Amadeus Mozart


postato da: ferro3 alle ore 10:06 | link | commenti
categorie: musica, poesia, arte
mercoledì, 28 novembre 2007

Fêtes galantes





Pierrot, che non è certo Clitandro
vuota un fiasco senza esitare
e, pratico, addenta un pasticcio.

Cassandro, in fondo al viale,
versa una lacrima misconosciuta
per il nipote diseredato.

Quel birichino di Arlecchino  combina
il rapimento di Colombina
e fa quattro piroette.

Colombina sogna, sorpresa
di sentite un palpito nella brezza
e di udire voci nel suo cuore.

da "Feste galanti" di Paul Verlaine

ascolta l'atmosfera di "Trois Gymnopédies" di Erik Satie









postato da: ferro3 alle ore 12:20 | link | commenti (1)
categorie: musica, poesia
martedì, 27 novembre 2007

LAURA BATTIFERRA
DEGLI AMMANNATI

battiferra























                                     ritratto opera di Agnolo Bronzino


Piango e rido; or m'arrosso, or mi scoloro;
Or vo cara a me stessa, or vile; or giaccio
In terra, or sovra 'l ciel poggiando volo.
Talor quel ch'io vorre; disvoglio e scaccio,
Me stessa affliggo e me stessa consolo:
In tale stato ognor vivendo moro.

Laura Battiferra degli Ammannati (1523-1589)



ascolta una composizione per liuto di John Dowland (1563-1626)
postato da: ferro3 alle ore 18:26 | link | commenti (1)
categorie: musica, poesia, arte
lunedì, 26 novembre 2007

IL LIBRO

1























Il più sorprendente fra i vari strumenti dell'uomo. Gli altri sono estensioni del suo corpo. Il microscopio, il telescopio sono estensioni della sua vista; il telefono, estensione della sua voce; l'aratro e la spada, estensioni del suo braccio. Ma il libro è un'altra cosa; il libro è un'estensione della memoria e dell'immaginazione
.

Jorge Luis Borges
postato da: ferro3 alle ore 19:53 | link | commenti (1)
categorie: testi

DI NOTTE

di notteQuando il sonno gemendo
si trascina di stanza in stanza,
le ore vigili bisbigliano
con la luna del tutto estranea.
Dovrebbe adesso attraccare una barca nel cielo grigio topo,
ben remoto da ogni calore umano.

Michael Krüger da "Poco prima del temporale",2003
nella versione di Gino Chiellino
postato da: ferro3 alle ore 00:10 | link | commenti (1)
categorie: poesia, insonnia
domenica, 25 novembre 2007

E nessuno sa come si mischia: la pioggia,
      La terra e l'erba, il vento, la luce.


Hermann Lenz, Prima del temporale

lumachefoto ferro3

TROPPO TARDI

E' già dopo la mezzanotte,
le lancette dell'orologio tirano un sospiro.
Una lumaca si mette in cammino
e si porta via le parole grigie cenere
finché la carta ridiventa bianca,
una carta geografica del vuoto.
Non mi resta più tempo.
Come l'acqua, che in primavera
sgorga dalla roccia, si infiltra in casa
la prima luce dell'alba.
Sveglissimo vado a dormire.

Michael Krüger da "Poco prima del temporale",2003
nella versione di Gino Chiellino

postato da: ferro3 alle ore 23:13 | link | commenti
categorie: poesia
sabato, 24 novembre 2007

Passe nd' 'a vita tue
Albinio

Passe nd' 'a vita tue
come nd' 'a notta scure
nu gghiòmmere di foche.

Uvente le sravògghiete
e u céhe si mìttete a gghiurne,
ma i chèse nichète nd'u sonne
nun pòne risponne.

Pò mòrene pur'i stèlle
virènne c'arraugghiète
u gghiòmmere si ni vète
cc'u musse d'i uagninèlle.


Passo nella vita tua
come nella notte scura
un gomitolo di fuoco.

Il vento lo svolge
e il cielo si mette a giorno,
ma le case annegate nel sonno
non possono rispondere .

Poi muoiono pure le stelle
vedendo che riavvolto
il gomitolo se ne va
col broncio dei bambini.

Albino Pierro ( 1916-1995) di Tursi (Matera)

 

postato da: ferro3 alle ore 21:48 | link | commenti (2)
categorie: poesia

24novembre

postato da: ferro3 alle ore 08:11 | link | commenti (1)
categorie: compleanni
giovedì, 22 novembre 2007

22novembreB



Iokanaan: Chi è questa donna che mi guarda? Io non voglio che mi guardi. Perché mi guarda con quegli occhi d’oro sotto le ciglia dorate? Non so chi ella sia. Non voglio saperlo. Ditele che se ne vada. Non è a lei che io voglio parlare.

……………

Salomè: La tua voce era un incensiere che spandeva strani profumi, e quando io ti guardavo udivo una musica strana! Ah! Perché non mi hai guardata, Iokanaan? Tu hai nascosto il volto dietro le mani e le bestemmie. Hai messo sopra agli occhi la benda di colui che vuole vedere il suo Dio. Ebbene, tu 1’hai visto il tuo Dio, Iokanaan. ma me, me... non mi hai visto mai. Se tu mi avessi vista mi avresti amato. Io, io ti ho veduto, Iokanaan, e ti ho amato. [...] Se tu mi avessi guardato, mi avresti amato. Lo so bene che mi avresti amato, e il mistero dell’amore e più grande del mistero della morte .

Da “Salomè” di Oscar Wilde

postato da: ferro3 alle ore 18:10 | link | commenti
categorie: testi
martedì, 20 novembre 2007

NYseppia



























The words the happy say
Are paltry melody
But those the silent feel
Are beautiful-

Le parole che dice chi è felice
son volgare melodia-
ma quelle che chi tace sente dentro
sono meravigliose-

Emily Dickinson
postato da: ferro3 alle ore 15:09 | link | commenti
categorie: poesia
lunedì, 19 novembre 2007

da fare




























Could mortal lip divine
The undeveloped Freight
Of a delivered syllable
'Twould crumble with the weight.

Potesse labbro umano indovinare
il carico latente
di una sillaba detta,
sarebbe stritolato sotto il peso.

Emily Dickinson
postato da: ferro3 alle ore 20:36 | link | commenti (2)
categorie: poesia
domenica, 18 novembre 2007

AZIYADE'
estratti di annotazioni e lettere
di un tenente della Marina inglese
entrato in servizio della Turchia
il 10 maggio 1876,
ucciso entro le mura di Kars
il 27 ottobre 1877

pierre

Pierre Loti (nom de naissance Louis Marie Julien Viaud) est né à Rochefort le 14 janvier 1850, mort à Hendaye le 10 juin 1923.

La storia di Aziyadé è semplice all'apparenza , in verità contiene tutta la vita .
Un uomo ama una donna; devono lasciarsi; ne muoiono entrambi.
L’uomo è un ufficiale inglese, la donna vive in un harem.
Ambientato tra Salonicco e Istanbul ,"Aziyadé" è un romanzo attorno all'abbandonarsi alla forza del destino.
La barca che i due amanti trasformano in un talamo galleggiante è la figura poetica più forte ed intrigante del libro: l'acqua, elemento materno di una involontaria vita prenatale si scontra con una parte rigida legata al potere maschile; la zona asiatica del mondo ancora così spontanea ed emozionante nella sua fanciullezza è contrapposta ad un'Europa spenta e tragicamente adulta.
Su tutto la trama e l'ordito della vita che si dipanano in modo inconsapevole e non calcolabile.
Il lasciarsi andare alla deriva della vita diventa la vita stessa.

"...Mi sentivo così completamente solo, che provai una strana sensazione scorgendomi vicino, dietro grosse sbarre di ferro, la parte superiore di un volto umano, due grandi occhi verdi che fissavano i miei..."

"...Le pupille erano verde intenso, di quel color verde mare cantato un tempo dai poeti orientali..."

"...Tremo toccandola, questo primo contatto mi pervade di un languore mortale, il suo velo è impregnato di profumi orientali, il suo contatto è saldo e freddo.Ho amato piú di lei un'altra giovane donna che, ora, non ho piú il diritto di vedere, ma i miei sensi non avevano mai conosciuto una tale ebbrezza..."

"...Senin lâfini yemek istrim!
(vorrei mangiare il suono della tua voce!)


schiava turca
Parmigianino,"La schiava turca"
postato da: ferro3 alle ore 11:38 | link | commenti (1)
categorie: testi, amori infelici
sabato, 17 novembre 2007

E IO TI DAVO BACI

17novembre




























E io ti davo baci
senza badare
che non ti dicevo:
"Oh, labbra di ciliegia!"

Che gran romantica
eri !
Bevevi aceto di  nascosto
della nonna.
Diventasti come un
gelsomino di primavera.
E io che mi stavo innamorando
di un'altra. Non vedi che pena?
Di un'altra che stava scrivendo
un nome sulla sabbia.

Federico García Lorca
postato da: ferro3 alle ore 12:45 | link | commenti (1)
categorie: poesia
venerdì, 16 novembre 2007

NEPAL
nepal





























In bocca tu porti tre cose:
un filo di perle di Bahrein,
un sorso di vino di Sciraz,
il profumo del muschio tibetano.

Muschio del Tibet è il tuo fiato,
vino di Sciraz è la tua saliva,
perle di Bahrein sono i tuoi denti.

Negli occhi tu porti tre cose:
i neri diamanti dell' Hindustan,
le sete ricamate di Lahore,
le fiamme del Fujiyama.

Fiamme del vulcano sono il loro lampo,
sete ricamate  di Lahore il loro desiderio,
diamanti neri Hindustani il loro colore.

Nel cuore tu porti tre cose:
tutti i cobra gialli di Birmania,
tutti i funghi mortali del Bengala,
tutti i fiori velenosi del Nepal.

Fiori velenosi sono le tue confidenze,
funghi mortali i tuoi baci,
gialli cobra i tuoi tradimenti.

dalla tradizione nepalese
postato da: ferro3 alle ore 08:43 | link | commenti (1)
categorie: poesia
giovedì, 15 novembre 2007

Stille di rugiada

Copia di buson










































                                                                                                       
Tokyo, foto ferro3
Breve notte d'estate
sulla peluria del bruco
stille di rugiada.

haiku di Yosa Buson (1716-1783)
postato da: ferro3 alle ore 15:45 | link | commenti
categorie: poesia, giappone

Hai inventato
di nuovo la luna...

15novCambiare la prosa del mondo,
il suo orologio intatto,
quel nostro incorniciare le giostre
faticose di baci.

Hai inventato di nuovo la luna,
è una povera isola
ti chiama con contingenza disperata
imbastardita dalle lunghe cene.

Amelia Rosselli
da "Appunti sparsi e persi"
postato da: ferro3 alle ore 10:09 | link | commenti (2)
categorie: poesia
lunedì, 12 novembre 2007

GUARDARE LE STELLE
NEGLI OCCHI


Aziyadè











Lo sai anche tu.

Una casa, una vera
casa di mattoni e pietre è come una tomba.
Qualche volta si può anche vivere sotto una tenda...
Ma la cosa migliore, per noi, è dormire sotto il cielo
e guardare le stelle negli occhi.

Detto del popolo Tuareg

postato da: ferro3 alle ore 06:46 | link | commenti (1)
categorie: poesia
domenica, 11 novembre 2007

RONDO' DI PRIMAVERA

occhi2

Tu devi credermi, io sarei felice
se sorrisi mandassero i tuoi occhi
quando stasera dovrai ricucire
ciò che le mie mani ti hanno strappato.

Quelle mani che finora  io sentivo
essere vuote senza i tuoi seni.
Tu devi credermi, io sarei felice
se sorrisi mandassero i tuoi occhi.

Quando poi starai per addormentarti,
il tuo sonno sia come quello di un re
che ha riconquistato il proprio castello

svettante sulla cima di una rupe.
Tu devi credermi, io sarei felice
se sorrisi mandassero i tuoi occhi.


Jaroslav Seifert (1901-1986)
postato da: ferro3 alle ore 09:17 | link | commenti (4)
categorie: poesia
sabato, 10 novembre 2007

GHERARDO
DELLE NOTTI

delle notti

Amo molto questo S. Sebastiano del pittore olandese Gerard van Honthorst (nato ad Utrecht nel 1590) noto anche come Gherardo delle Notti per i suoi struggenti notturni dove la luce di una candela governava lo spazio.Il quadro è conservato a Londra nella National Gallery. Gerard frequentò la scuola di Abraham Bloemaert; nel 1610 si recò a Roma dove fu colpito dalle opere del Caravaggio(del quale aveva anticipato alcuni incredibili effetti di luce), di Guido Reni, del Bassano.Nel 1614 rientrò ad Utrecht. In seguito si recò a Londra ed a L'Aia per poi tornare nella sua città ove morì nel 1656.Perchè amo questo piccolo quadro (101 x 117 cm.)? Gherardo delle Notti rappresenta un S. Sebastiano completamente diverso da tutte le iconografie; non troviamo il Santo sensualmente arrovesciato con lo sguardo verso il cielo (come nelle opere di Luca Signorelli, Girolamo Genga, Andrea Mantegna)né lo troviamo quasi sprezzante verso i suoi carnefici che guarda in modo compassionevole (come in Hans Holbein, Botticelli, Antonello da Messina) né lo troviamo in concreto assente dalla rappresentazione come se nulla lo interessi (neanche il suo dolore) come nei quadri del Ghirlandaio o di Cima di Conegliano; qui lo vediamo seduto che guarda verso se stesso con il capo arrendevolmente reclinato. Vero uomo di carne che ha ricevuto gli strali (non vediamo gli arcieri) della vita, dell’amore, d’infiniti accadimenti. Quattro frecce: due lo attraversano, due rimangono nel suo corpo. Dai rigagnoli di sangue (non copioso, il pittore non vuole una scena pulp) forse le prime due frecce lo hanno colpito nella gamba destra e nel braccio sinistro (il braccio che tiene l’arco).Dalla gamba il sangue cola come un toro matado. La terza freccia è dritta nel cuore precisa come la mira di un sagittario che ha scagliato anche la quarta (il punto di fuga le unisce) e questa volta lo colpisce sotto l’ombelico (più sotto c’è solo il perizoma).S. Sebastiano non è morto (non morirà colpito dai dardi secondo quanto ci racconta Iacopo da Varagine) il viso non è neanche sofferente pare intento a respirare profondamente, a cercare di capire il senso profondo dell’essere lì, di come fare adesso che le frecce sono partite ed hanno cambiato la sua vita. Quando le dita si aprono e parte la freccia non possiamo far nulla per opporci, non serve neanche fuggire: è il destino,è la vita.

                                                                                           Fabio

 



postato da: ferro3 alle ore 17:40 | link | commenti
categorie: testi, arte