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lunedì, 31 dicembre 2007

Come Zaccheo
sicomoro
Si tratta di arrampicarsi sul sicomoro
per vedere il Signore se mai passi.
Ahimé, non sono un rampicante ed anche
stando in punta di piedi non l'ho mai visto.

Eugenio Montale da "Diario del '71 e del '72"



postato da: ferro3 alle ore 15:54 | link | commenti (1)
categorie: poesia
domenica, 30 dicembre 2007

L'audio e' stato cancellato dallo spazio su Splinder



ascolta il Prélude dalla Suite per Violoncello n.1 BWV1007 di J.S.Bach
da Xenia I

30dicembre







Ho appeso alla mia stanza il dagherròtipo
di tuo padre bambino:ha più di un secolo.
In mancanza del mio, così confuso,

cerco di ricostruire, ma  invano, il tuo pedigree.
Non siamo stati cavalli, i dati dei nostri ascendenti
non sono degli almanacchi. Coloro che hanno

                                              
presunto
di saperne non erano essi stessi esistenti,
né noi per loro. E allora? Eppure resta
che qualcosa è accaduto, forse un niente
che è tutto.

 Eugenio Montale






postato da: ferro3 alle ore 21:26 | link | commenti
categorie: musica, poesia, foto
giovedì, 27 dicembre 2007

Li soprani der monno vecchio
21 gennaio 1832

mura aurelianecoll.ferro3

C'era una vorta un Re che dar palazzo
mannò fora a li popoli st'editto:
"Iö sò io, e voi nun zete un cazzo,
sori vassalli buggiaroni, e zitto.

Io fo dritto lo storto e storto er dritto:
pòzzo vénneve a tutti a un tant'er mazzo:
io, si ve fo impiccà, nun ve strapazzo,
ché la vita e la robba Io ve l'affitto.

Chi abbita a sto monno senza er titolo
o de Papa, o de Re, o d'Imperatore,
quello nun pò avé mai voce in capitolo."

Co st'editto annò er boja pe curiero,
interroganno tutti in zur tenore;
e arisposeno tutti:
E'vero, è vero.

Giuseppe Francesco Antonio Maria Gioachino Raimondo Belli ma si firmava "Peppe er tosto" oppure "996" che nascondeva le iniziali "g.g.b." cioè Giuseppe Gioachino Belli. A venti anni entrando nell'Accademia degli Elleni assunse il nome di Tirteo Lacedemonio.

Pio IX
Pio IX (coll.ferro3)

quando G.G.B. scrisse questo sonetto era sul trono Papa Gregorio XVI





postato da: ferro3 alle ore 18:43 | link | commenti
categorie: poesia
mercoledì, 26 dicembre 2007

L'audio e' stato cancellato dallo spazio su Splinder




ascolta la"Sicilienne" di Maria Theresia von Paradis (1759-1824)

NAPOLI il 26 dicembre 1916
ungarett1










































foto ferro3
 
NATALE

Non ho voglia

di tuffarmi
in un gomitolo
di strade
Ho tanta
stanchezza
sulle spalle
Lasciatemi così
come una
cosa
posata
in un
angolo
e dimenticata
Qui
non si sente
altro
che il caldo buono
Sto
con le quattro
capriole
di fumo
del focolare

Giuseppe Ungaretti
postato da: ferro3 alle ore 09:19 | link | commenti
categorie: musica, poesia, foto
martedì, 25 dicembre 2007

grazieNatale
postato da: ferro3 alle ore 09:20 | link | commenti
categorie: passioni, grazie
lunedì, 24 dicembre 2007

NATALE anni"50            
 

Ferro3,tormentandosi un bottone che poi riuscirà a staccare, recita davanti a Babbo Natale questa poesia:

Il Vigile Urbano

Chi è più forte del vigile urbano?

Ferma i tram con una mano.

Con un dito, calmo e sereno,

tiene indietro un autotreno:

Cento motori scalpitanti 

li mette a cuccia alzando i guanti.

Sempre in croce in mezzo al baccano,

chi è più paziente del vigile urbano?

 
Gianni Rodari



postato da: ferro3 alle ore 18:15 | link | commenti
categorie: poesia, ricordi
sabato, 22 dicembre 2007

Questa felicità

questafelicità

Questa felicità promessa o data

m'è dolore, dolore senza causa

o la causa se esiste è questo brivido

che sommuove il molteplice nell'unico

come il liquido scosso nella sfera

di vetro che interpreta il fachiro.

Eppure dico: salva anche per oggi.

Torno torno le fanno guerra cose

e immagini su cui cala o si leva

o la notte o la neve

uniforme del ricordo.

 

Mario Luzi
postato da: ferro3 alle ore 14:23 | link | commenti (1)
categorie: poesia, amori felici
mercoledì, 19 dicembre 2007

Omnia vincit Amor; et nos cedamus Amori.
Publio Virgilio Marone, Bucoliche X.69             
                                                               
amor














Caravaggio, Staatliche Museen, Berlin

Come potè un ragazzo lombardo, apprendista pittore, arrivato a Roma all'età di circa diciotto anni, costruirsi, crescere, straripare dalle zone basse di piazza Navona, oltre Tevere, oltralpe, oltre il suo secolo e i secoli successivi, arrivare fino a noi quale uno dei più alti moniti ( forse il più stabile e compatto), imporsi quale bandiera del moderno alle scelte più disparate, alle fazioni più contrastanti?
Come è possibile che ancora oggi, dopo Kandinsky o Mondrian, il passante più casuale, o il patito di Pollock o di Rauschenberg, o il più condiscendente elettore dell'arte ludica, entri in San Luigi dei Francesi e senta riaprirsi in petto una piaga che credeva chiusa per sempre?
                             
Renato Guttuso,1967
postato da: ferro3 alle ore 09:29 | link | commenti (1)
categorie: testi, arte, amori felici
lunedì, 17 dicembre 2007

corsicala Corsica all'orizzonte, foto ferro3

"Un vero viaggio di scoperte non è cercare nuove terre, è avere nuovi occhi"

Blaise Pascal (1623-1662)
postato da: ferro3 alle ore 10:22 | link | commenti
categorie: testi, foto
domenica, 16 dicembre 2007

L'audio e' stato cancellato dallo spazio su Splinder


ascolta la danza dello sciamano


VISITA DELLA DEA
squaw





























Entra nella mia casa
con voce di conchiglia.
Ha in bocca un cristallo luccicante
e tra le dita una piuma
su cui è posato un uccello
dal canto prodigioso.
Posa il suo sguardo su di me
mentre mi serra i polsi, dolcemente,
in candidi bracciali.
Sono salvo.

canto del popolo Navajo
postato da: ferro3 alle ore 15:49 | link | commenti (1)
categorie: musica, poesia
sabato, 15 dicembre 2007

Amore...portami con te
                              

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Greta Garbo e Melvyn Douglas in
"As you desire me", 1931

postato da: ferro3 alle ore 20:35 | link | commenti
categorie: film, passioni

L'audio e' stato cancellato dallo spazio su Splinder


ascolta il suono del flauto di bamboo

NEIGE
stalattiti di ghiaccio










































foto ferro3

Soseki non ridiscese mai dalla montagna. Si distese sul ghiaccio, vicino al suo amore, e chiuse gli occhi.
Yuko tentò di dissuaderlo dicendogli che rimanere lì era una follia, ma il maestro gli rispose con voce serena:
"Lasciami in pace. Ho trovato il mio posto. Per l'eternità."
Poi si addormentò accanto al corpo intatto della giovane donna.

Morì lasciandosi vincere  dal candore del mondo.
Era felice.
All'altezza del cuore.

da "Neige" di Maxence Fermine, 1999
postato da: ferro3 alle ore 10:58 | link | commenti
categorie: musica, giappone, testi, amori felici
venerdì, 14 dicembre 2007

IL FREDDO E IL CRUDELE
porta verso il nulla










la porta verso il nulla

...la forma del masochismo è l'attesa. Masochista è colui che vive l'attesa allo stato puro. E' proprio dell'attesa allo stato puro sdoppiarsi in due flussi simultanei, il primo che rappresenta ciò che si attende, e che essenzialmente tarda, è sempre in ritardo, sempre rinviato, l'altro che rappresenta qualcosa che ci si aspetta, l'unica cosa che potrebbe far precipitare l'arrivo dell'atteso. Che una tale forma, un tale ritmo di tempo con i suoi due flussi sia precisamente riempito da una certa combinazione piacere-dolore, è una conseguenza necessaria. Il dolore giunge a realizzare quello che ci si aspetta, mentre il piacere realizza quel che si attende. Il masochista attende il piacere come qualcosa che è essenzialmente in ritardo e si aspetta il dolore come una condizione che rende finalmente possibile l'arrivo del piacere. Rinvia dunque il piacere per tutto il tempo necessario affinché un dolore, anch'esso atteso, lo permetta. L'angoscia masochista assume qui la sua duplice determinazione di attendere infinitamente il piacere, ma aspettandosi intensamente il dolore...

                                         GILLES DELEUZE
da"Il freddo e il crudele"

                                                     

postato da: ferro3 alle ore 10:00 | link | commenti (3)
categorie: testi
giovedì, 13 dicembre 2007

L'audio e' stato cancellato dallo spazio su Splinder


ascolta l'Adagio sostenuto dalla Sonata op.27 n.2 di Beethoven
TOPOLINA
topolina1topolina2

















coll.ferro3
postato da: ferro3 alle ore 12:12 | link | commenti (1)
categorie: foto, amori felici
domenica, 09 dicembre 2007

L'HAIKU DEL BERNINI

3)



 






(2 sms domenicali)

Sono eccessiva.
Sono solenne.
Sono adorante.
Sono barocca e nello stesso tempo minimalista.
Sono un haiku scritto da Bernini.

Pensavo che mica è sbagliato dire che il ratto di Proserpina visto in piccoli frame è una antologia di haiku.

seicento1












E’ dal 1622, commissionato da Scipione Borghese , che il “Ratto di Proserpina”di Gian Lorenzo Bernini vive nel mito, che lui stesso rappresenta. E’ a Roma nella Galleria Borghese. "Plutone, dio degli Inferi, stanco delle tenebre del suo regno, decise un giorno di affiorare alla luce e vedere un po' di questo mondo..."così racconta Claudiano nel " De raptu Proserpinae". La storia è nota: la ninfa Proserpina, figlia di Giove e Cerere , è rapita daPlutone, Re degli Inferi. Cerere per il dolore abbandona i campi, che non danno più frutti, mentre le bestie muoiono. Giove trova un accordo con la mediazione di Mercurio. La figlia avrebbe trascorso nove mesi con la madre favorendo la fertilità dei campi, mentre durante l’inverno sarebbe rimasta con Plutone all’Inferno. Il ciclo delle stagioni, il mondo dei morti, la fecondità del corpo,la speranza in un eterno ritorno, luce e tenebre, maschio e femmina sono solo alcuni degli spunti di riflessione che vengono da questo dinamico gruppo scultoreo di straordinario virtuosismo tecnico. Ma torniamo ai due sms ricevuti. L’haiku giapponese è molto legato al succedersi delle stagioni e quindi funziona a livello di metaframe.

4)








Vediamolo in giapponese nella forma classica di tre versi rispettivamente di cinque, sette e ancora cinque sillabe, privi di punteggiatura.Proserpina lotta inutilmente per sottrarsi alla morsa di Plutone , lungo il suo viso arrovesciato è visibile una lacrima:

oi nureba
hi no nagai ni mo
namida kana

Più numerose le primavere

più i lunghi dì
recano lacrime e lamenti
(Kobayashi Issa)

Il nome Proserpina,dea agreste,deriva dal latino "proserpere"che significa emergere,spuntare,per analogia indica la crescita delle messi:
yo wo tabi ni
shirokaku oda no
yukimodori

Mentre viaggio per il mondo
si prepara la semina
andirivieni nelle risaie

(Matsuo Bashö)

Plutone con i muscoli tesi nello sforzo affonda ambedue le mani nei morbidi fianchi di Persefone: raffigurazione nella quale, se la vediamo estrapolata dall’insieme, non riusciamo a  riconoscere un rapimento ma bensì un liberarsi di sensi in un amplesso.Ancora Claudiano:"Il dio dell?ade, in due falcate le fu addosso e l'abbracciò voracemente e via col dolce peso; la pose sul cocchio, invano ostacolato da una giovinetta, Ciane, compagna di Proserpina, che tentò di fermare i cavalli, chè il dio infuriato latrasformò in fonte. Ancora  oggi Ciane, con i suoi papiri, porta le sue limpide acque a Siracusa. Eccco a seconda  figura femminile la cui eco ascoltiamo lungo il fiume Anapo.Sempre Claudiano :"Giove inviò Mercurio da Plutone per imporgli di restituire Proserpina alla madre. A Plutone non restò che obbedire. Però, prima di farla partire, fece mangiare alla sua amata dei chicchi di melograno."

zaguro ga
kuchi aketa
tawaketa koi da
Un frutto di melograno
bocca aperta che irride
quel mio insulso amore
(Ozaki Hösai)

postato da: ferro3 alle ore 18:54 | link | commenti (1)
categorie: giappone, arte
sabato, 08 dicembre 2007

AMORE

louise




























La luna coronata di margherite
Ride nei vaghi occhi infermi,
Caprioli d'argento
Scherzano nelle radure del cielo.

I fiori si macchiano di sangue...
Oh lontana, lontana, in questa notte,
Come una nave con le sue vele
Nel mare scuro...

Ma presto verrà il tempo
Arido e melodioso dei papaveri,
E tu sarai tornata
Già donna.

Attilio Bertolucci da "Fuochi in novembre"
postato da: ferro3 alle ore 15:23 | link | commenti (2)
categorie: poesia, amori felici
venerdì, 07 dicembre 2007

7 DICEMBRE 1941
PEARL HARBOR

yamamoto













zerofoto ferro3, Tokyo
postato da: ferro3 alle ore 14:37 | link | commenti
categorie: giappone

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ascolta "Claire de lune" di Claude Debussy


Quando ci rivedremo


levriero
Quando ci rivedremo
il tempo avrà nevicato
sul nostro capo, o amore:
avremo quasi passato
il mare, e sarà il cuore
più sincero e pacato.
Ma non avremo più remo:
io ne l'onda infinita
del sogno, tu, de la vita,
lo avremo infranto, o amore!

Ceccardo Roccatagliata Ceccardi ,1897
postato da: ferro3 alle ore 12:01 | link | commenti (2)
categorie: musica, poesia
giovedì, 06 dicembre 2007




ascolta l' Allegro dalla Sonata per violoncello e pianoforte N.1 op.38
di Johannes Brahms


Prima che asciughino
quei due o tre baci

6dicembre
Prima che asciughino quei due o tre baci
sulla fronte
    e qui e lí,
ti chinerai per bere
acqua d'argento dallo specchio,
e se nessuno ti starà a  guardare
ti toccherai le labbra con la bocca.

C'è un tempo in cui piú svelto delle dita
che lo scultore passa sulla creta
il sangue impaziente ti modella
il corpo dal di dentro.

Forse stringerai tra le mani
i tuoi giovani capelli
e li solleverai sopra le spalle
perché somiglino piuttosto ad ali,
e davanti a loro prontamente correrai

      
    dove proprio davanti agli occhi
e sul fondo estremo dell'aria
sta il grande, erto, conturbante
e dolce nulla,
       che splende.

Jaroslav Seifert
postato da: ferro3 alle ore 20:57 | link | commenti
categorie: musica, poesia
mercoledì, 05 dicembre 2007


ascolta il Notturno in mi bemolle maggiore op.9 n.2
di Frédéric Chopin
postato da: ferro3 alle ore 19:46 | link | commenti
categorie: musica