vivere quella personale dimensione in cui la forma è vuoto e il vuoto è forma
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Ho appeso alla mia stanza il dagherròtipo
di tuo padre bambino:ha più di un secolo.
In mancanza del mio, così confuso,
cerco di ricostruire, ma invano, il tuo pedigree.
Non siamo stati cavalli, i dati dei nostri ascendenti
non sono degli almanacchi. Coloro che hanno
presunto
di saperne non erano essi stessi esistenti,
né noi per loro. E allora? Eppure resta
che qualcosa è accaduto, forse un niente
che è tutto.
coll.ferro3C'era una vorta un Re che dar palazzo
mannò fora a li popoli st'editto:
"Iö sò io, e voi nun zete un cazzo,
sori vassalli buggiaroni, e zitto.
Io fo dritto lo storto e storto er dritto:
pòzzo vénneve a tutti a un tant'er mazzo:
io, si ve fo impiccà, nun ve strapazzo,
ché la vita e la robba Io ve l'affitto.
Chi abbita a sto monno senza er titolo
o de Papa, o de Re, o d'Imperatore,
quello nun pò avé mai voce in capitolo."
Co st'editto annò er boja pe curiero,
interroganno tutti in zur tenore;
e arisposeno tutti: E'vero, è vero.
Giuseppe Francesco Antonio Maria Gioachino Raimondo Belli ma si firmava "Peppe er tosto" oppure "996" che nascondeva le iniziali "g.g.b." cioè Giuseppe Gioachino Belli. A venti anni entrando nell'Accademia degli Elleni assunse il nome di Tirteo Lacedemonio.

Pio IX (coll.ferro3)
quando G.G.B. scrisse questo sonetto era sul trono Papa Gregorio XVI
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Il Vigile Urbano
Chi è più forte del vigile urbano?
Ferma i tram con una mano.
Con un dito, calmo e sereno,
tiene indietro un autotreno:
Cento motori scalpitanti
li mette a cuccia alzando i guanti.
Sempre in croce in mezzo al baccano,
chi è più paziente del vigile urbano?
Gianni Rodari
Questa felicità

m'è dolore, dolore senza causa
o la causa se esiste è questo brivido
che sommuove il molteplice nell'unico
come il liquido scosso nella sfera
di vetro che interpreta il fachiro.
Eppure dico: salva anche per oggi.
Torno torno le fanno guerra cose
e immagini su cui cala o si leva
o la notte o la neve
uniforme del ricordo.
la Corsica all'orizzonte, foto ferro3L'audio e' stato cancellato dallo spazio su Splinder

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la porta verso il nulla
...la forma del masochismo è l'attesa. Masochista è colui che vive l'attesa allo stato puro. E' proprio dell'attesa allo stato puro sdoppiarsi in due flussi simultanei, il primo che rappresenta ciò che si attende, e che essenzialmente tarda, è sempre in ritardo, sempre rinviato, l'altro che rappresenta qualcosa che ci si aspetta, l'unica cosa che potrebbe far precipitare l'arrivo dell'atteso. Che una tale forma, un tale ritmo di tempo con i suoi due flussi sia precisamente riempito da una certa combinazione piacere-dolore, è una conseguenza necessaria. Il dolore giunge a realizzare quello che ci si aspetta, mentre il piacere realizza quel che si attende. Il masochista attende il piacere come qualcosa che è essenzialmente in ritardo e si aspetta il dolore come una condizione che rende finalmente possibile l'arrivo del piacere. Rinvia dunque il piacere per tutto il tempo necessario affinché un dolore, anch'esso atteso, lo permetta. L'angoscia masochista assume qui la sua duplice determinazione di attendere infinitamente il piacere, ma aspettandosi intensamente il dolore...
GILLES DELEUZE
da"Il freddo e il crudele"
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L'HAIKU DEL BERNINI

(2 sms domenicali)
Sono eccessiva.
Sono solenne.
Sono adorante.
Sono barocca e nello stesso tempo minimalista.
Sono un haiku scritto da Bernini.

E’ dal 1622, commissionato da Scipione Borghese , che il “Ratto di Proserpina”di Gian Lorenzo Bernini vive nel mito, che lui stesso rappresenta. E’ a Roma nella Galleria Borghese. "Plutone, dio degli Inferi, stanco delle tenebre del suo regno, decise un giorno di affiorare alla luce e vedere un po' di questo mondo..."così racconta Claudiano nel " De raptu Proserpinae". La storia è nota: la ninfa Proserpina, figlia di Giove e Cerere , è rapita daPlutone, Re degli Inferi. Cerere per il dolore abbandona i campi, che non danno più frutti, mentre le bestie muoiono. Giove trova un accordo con la mediazione di Mercurio. La figlia avrebbe trascorso nove mesi con la madre favorendo la fertilità dei campi, mentre durante l’inverno sarebbe rimasta con Plutone all’Inferno. Il ciclo delle stagioni, il mondo dei morti, la fecondità del corpo,la speranza in un eterno ritorno, luce e tenebre, maschio e femmina sono solo alcuni degli spunti di riflessione che vengono da questo dinamico gruppo scultoreo di straordinario virtuosismo tecnico. Ma torniamo ai due sms ricevuti. L’haiku giapponese è molto legato al succedersi delle stagioni e quindi funziona a livello di metaframe.

oi nureba
hi no nagai ni mo
namida kana
Più numerose le primavere
più i lunghi dì
recano lacrime e lamenti
(Kobayashi Issa)
Mentre viaggio per il mondo
si prepara la semina
andirivieni nelle risaie
(Matsuo Bashö)
Plutone con i muscoli tesi nello sforzo affonda ambedue le mani nei morbidi fianchi di Persefone: raffigurazione nella quale, se la vediamo estrapolata dall’insieme, non riusciamo a riconoscere un rapimento ma bensì un liberarsi di sensi in un amplesso.Ancora Claudiano:"Il dio dell?ade, in due falcate le fu addosso e l'abbracciò voracemente e via col dolce peso; la pose sul cocchio, invano ostacolato da una giovinetta, Ciane, compagna di Proserpina, che tentò di fermare i cavalli, chè il dio infuriato latrasformò in fonte. Ancora oggi Ciane, con i suoi papiri, porta le sue limpide acque a Siracusa. Eccco a seconda figura femminile la cui eco ascoltiamo lungo il fiume Anapo.Sempre Claudiano :"Giove inviò Mercurio da Plutone per imporgli di restituire Proserpina alla madre. A Plutone non restò che obbedire. Però, prima di farla partire, fece mangiare alla sua amata dei chicchi di melograno."

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