

Seicento fiorentino

"La soggettività, tutta esplicata, é il limite interiore di ciò che l'uomo non sa: all'ideologia della Controriforma il Seicento fiorentino, nella linea sottilissima ma resistente dei suoi rappresentanti necessari, contrappone una continua, inavvertita substitutio in re, contrappone cioè alle forme date , e alla ritualità di esse forme, questa res psichica tutta allarmata linguisticamente alle proprie frontiere interiori, questo ammasso stellare della psiche messo via via a fuoco, fino a veder specchiato in questo novissimo, ambiguo " specchio di vera penitenza" non tanto e non solo lo speculum dell'imperfezione naturale delll'uomo, non il dato cioè ma sopratutto il darsi speculare di quanto l'uomo crede di possedere, uno spazio che si dilata nei due sensi e che dissimila quanto, avvicinandoosi allo specchio, egli credeva di raggiungere della propria identità. Né il problema aperto da questi nostri antichi ci pare, sinceramente, chiuso."
Piero Bigongiari,"Il SEICENTO FIORENTINO",
1974 ried.1982