vivere quella personale dimensione in cui la forma è vuoto e il vuoto è forma


per la foto un grazie a Cinzia
Tra
Ma intanto noi siamo ormai alla frontiera,
senza gli angeli di Elohim precipita la scala del Novecento,
e il Duemila già sventola la sua bandiera
per coloro che sono sicuri di entrarvi.
Io resterò da questa parte, in questo buio,
in questo sviluppo di meschinità e di bisogno,
senza conoscere il terso luccichío del futuro.
A me sarà bastato visitarlo nel sogno,
come uno sciamàno che scenda con piatti e sonagli
nel reame dei morti a conversare coi lèmuri.
Resterò sulla soglia come un rèprobo, come uno spergiuro.
Perché scusatemi, posteri, che freddo,
che vitreo deserto, che uniformità, che sbaragli
soffiano da quel futuro.
Angelo Maria Ripellino da "Notizie dal Diluvio",1969