Chi sono

Utente: ferro3

  • Contattami
  • Il mio profilo
  • Linkami

Feeds

  • Powered by Splinder

Contatore

visited *loading* times
venerdì, 16 gennaio 2009

Die Liebenden

Brooks
                

Trennen wollten wir uns, wähnten es gut und klug;

Da wir's thaten, warum schrökt' uns, wie Mord, die That?

Ach! wir kennen uns wenig,

Denn es waltet ein Gott in uns.

Volemmo separarci, ritenendolo buono saggio e opportuno;

Compiuto, perché ci atterrì come un delitto?

Poco, poco ci conosciamo

Giacché un Dio impera in noi.

Friedrich Hölderlin, da Taschenbuch für Frauenzimmer von Bildung auf das Jahr 1799

postato da: ferro3 alle ore 00:09 | link | commenti (1)
categorie: poesia
domenica, 11 gennaio 2009

FiestaPrevert                                                      

E i bicchieri eran vuoti

e la bottiglia infranta

E il letto spalancato

e l'uscio era sprangato

E tutte le stelle di vetro

della felicità e della bellezza

lucevano nella polvere

della stanza mal spazzata

Ed ero ubriaco morto

ed ero fuoco di gioia

ed eri ebbra vivente

nuda tra le mie braccia.

Jacques Prévert

postato da: ferro3 alle ore 22:06 | link | commenti (1)
categorie: poesia
mercoledì, 07 gennaio 2009

Le "Quattro stagioni" a Sanzeno in Val di Non
primavera
“ Eppure questa Naunia è tal paese che a cercargli un degno riscontro farebbe d’uopo gran parte girar della Svizzera che sì largamente è vantata”
Gioseffo Pinamonti, 1829
estate
Questo lusinghiero giudizio si legge in una delle prime guide per viaggiatori dedicate alla Val di Non , in Trentino .Fama dovuta non solo alle bellezze naturali ma anche al numero rilevante di castelli, chiese e residenze nobiliari. A Sanzeno la Casa de Gentili chiude la vasta piazza centrale con solida ma elegante imponenza addolcita da trifore ed elaborate inferriate. All’interno  la sorpresa di trovare al piano secondo un salone ornato  dalle rappresentazioni in stucco delle quattro stagioni: un piccolo capolavoro rococò. Il salone quadrangolare con un bel pavimento di legno, arricchito da due stelle pentagonali in noce, mostra al visitatore oltre alle quattro stagioni anche un rosone centrale e lo stemma di famiglia lungo una ricca fascia perimetrale decorata, come il soffitto, da elaborati motivi vegetali. Al centro della stanza un delizioso puttino amoroso vola tra foglie  d’acanto e boccioli.
autunno
La rappresentazione delle quattro stagioni è un tema ricorrente nell’arte europea con esiti mirabili; basti pensare alle opere di Giovanni Battista Caccini sul ponte Santa Trinità e nel giardino di Boboli a Firenze ,alle statue di Gian Lorenzo Bernini per Villa Albobrandini a Roma,ai lavori dell’intagliatore trentino  Lorenzo Haili a Soragna, a Giacomo Cassetti che scolpisce “Primavera” ed “Estate” a Borgo Valsugana, all’ ”Inverno” di Villa Saracini  Scotoni a Mattarello. Siamo nella seconda metà del secolo XVIII quando un anonimo artista collegato,per puntuali riferimenti stilistici , all’opera di Andreas e Peter Anton Moosbrugger del Voralberg ,che realizzarono autentici capolavori soprattutto in Svizzera, realizza i quattro puttini collocati quasi in precario equilibrio agli angoli della stanza. La “Primavera” è caratterizzata da un serto di fiori come un’ altalena per il putto; nell’ “Estate” il bimbetto tiene una falce nella mano sinistra ed un mazzo di spighe mature nella destra; nell’ “Autunno” una corona di grappoli  e pampini d’uva incornicia la piccola statua in stucco; l’ “Inverno” è classicamente rappresentato con il capo coperto da un morbido telo e con un braciere acceso. Il tutto in un equilibrio perfetto dove la luce ,che entra dalle due grandi finestre, fa risaltare il bianco, le cromie delle pareti e le dorature. Un salone frutto di una committenza colta ma non vanitosa , aperta e sensibile al nuovo, gelosa delle proprie tradizioni ma non chiusa al mondo.

                                           Fabio


inverno
postato da: ferro3 alle ore 12:08 | link | commenti
categorie: testi, architettura, arte, restauri
lunedì, 05 gennaio 2009

sagittario
























Non è celato dello spirito il cammino,
È come il ritrovarsi, è l'umana vita,
Della vita il giorno, della vita il mattino,
Il tempo dello spirito è ricchezza infinita.

In ciò ha la natura il suo splendore,
Così va l'uomo in cerca della gioia,
Al giorno, alla vita si abbandona,
Allo spirito lega il suo valore.


Friedrich Hölderlin dalle "Turmgedichte"
postato da: ferro3 alle ore 15:51 | link | commenti
categorie: poesia