vivere quella personale dimensione in cui la forma è vuoto e il vuoto è forma
Eugène Médard (1847-1887)
Quae dum insatiabili animo Psyche, satis et curiosa, rimatur atque pertrectat, et mariti sui miratur arma, depromit unam de pharetra sagittam, et, puncto pollicis extremam aciem periclitabunda, trementis etiam nunc articoli nisu fortiore pupugit altius, ut per summam cutem roraverint parvulae sanguinis rosei guttae.
Sic ignara Psyche sponte in Amoris incidit amorem.
Tunc magis magisque cupidine flagrans Cupidinis, prona in eum efflictim inhians, patulis ac petulantibus saviis festinanter ingestis de somni censura metuebat.
Così l’ignara Psiche per colpa sua fu presa dall’amore di Amore.
Allora, sentendo crescere irresistibilmente dentro di sé la voluttà per il dio della voluttà, china su di lui con le labbra dischiuse prese a baciarlo e ribaciarlo con baci appassionati, senza freno, temendo solo che si svegliasse.
m'encor...



Quando vi sembra che io sia lì con voi,
intento a un lavoro o a un pensiero,
magari invece sto correndo
su un prato lucido di pioggia.
Quando vi sembra che io sia una vallata
profonda e piena di cose della terra,
forse al contrario sono una montagna
in pieno slancio verso cose alte.
Quando vi sembra che io sia un mezzogiorno
ruggente e pieno di luce,
può darsi invece che io sia
ombra e crepuscolo.
Quando vi sembra che io sia per sempre,
chissà che non sia quello,
il mio ultimo istante.
Canto del popolo Navajo
Questa felicità

m'è dolore, dolore senza causa
o la causa se esiste è questo brivido
che sommuove il molteplice nell'unico
come il liquido scosso nella sfera
di vetro che interpreta il fachiro.
Eppure dico: salva anche per oggi.
Torno torno le fanno guerra cose
e immagini su cui cala o si leva
o la notte o la neve
uniforme del ricordo.
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