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venerdì, 18 dicembre 2009

...chiudere come Falstaff...



mercoledì, 17 settembre 2008

Amore e Psiche
amore &










Eugène Médard (1847-1887)

Quae dum insatiabili animo Psyche, satis et curiosa, rimatur atque pertrectat, et mariti sui miratur arma, depromit unam de pharetra sagittam, et, puncto pollicis extremam aciem periclitabunda, trementis etiam nunc articoli nisu fortiore pupugit altius, ut per summam cutem roraverint parvulae sanguinis rosei guttae.
Sic ignara Psyche sponte in Amoris incidit amorem.
Tunc magis magisque cupidine flagrans Cupidinis, prona in eum efflictim inhians, patulis ac petulantibus saviis festinanter ingestis de somni censura metuebat.

Psiche con curiosità insaziabile si sofferma a guardarle e le tocca e ammira le armi del suo sposo, poi estrae una freccia dalla faretra e toccando il pollice la punta acuta, facendo un movimento un po’ troppo brusco con la mano ancora tremante si punge piuttosto profondamente il dito, cosicché a fior di pelle escono alcune goccioline di roseo sangue, come rugiada.
Così l’ignara Psiche per colpa sua fu presa dall’amore di Amore.
Allora, sentendo crescere irresistibilmente dentro di sé la voluttà per il dio della voluttà, china su di lui con le labbra dischiuse prese a baciarlo e ribaciarlo con baci appassionati, senza freno, temendo solo che si svegliasse.

 Lucio Apuleio, “La favola di Amore e Psiche” nella traduzione di Gabriella D’Anna

postato da: ferro3 alle ore 17:57 | link | commenti
categorie: poesia, passioni, amori felici
lunedì, 11 agosto 2008

BaiseLabé m'encor...

























Baise m’encor, rebaise moy et baise :
Donne m’en un de tes plus
savoureus,
Donne m’en un de tes plus amoureus :
Je t’en rendray quatre plus chaus que
braise.

Las, te pleins tu ? ça que ce mal j’apaise,
En t’en donnant dix autres doucereus.
Ainsi meslans nos baisers tant heureus
Jouissons nous l’un de l’autre à notre aise.


Lors double vie à chacun en suivra.
Chacun en soy et son ami vivra.
Permets m’Amour penser quelque folie :


Tousjours suis mal, vivant discrettement,
Et ne me puis donner contentement,
Si hors de moy ne fay quelque saillie.


Baciami ancora, dammi baci e baci:
dammene uno dei tuoi più gustosi,
dammene uno dei tuoi più amorosi:
quattro da me ne avrai più arsi che braci.

Ma gemi? Su, che io quel male plachi
con altri dieci ancor più deliziosi.
Così mischiando sì gioiosi baci
godiamo l'un dell'altro ad agio nostro.

Duplice vita a noi ne seguirà:
in sé vivrà ciascuno e nell'amico.
Lasciami, amor, pensare una follia:

sto sempre male se discreta vivo,
e contentezza non mi posso dare
se fuor da me non faccio una sortita.

Louise Labé (1524-1566)
nella bella traduzione di Silvia Bre
postato da: ferro3 alle ore 17:28 | link | commenti
categorie: poesia, amori infelici, amori felici
giovedì, 27 marzo 2008

...gli amanti
25marzo























Gli amanti che passano la vita insieme non sanno dire che cosa vogliano l'uno dall'altro. Non si può certo credere che solo per il commercio dei piaceri carnali essi provino una passione così ardente a essere insieme. E' allora evidente che l' anima di ciascuno vuole altra cosa che non è capace di dire, e perciò la esprime con vaghi presagi, come divinando da un fondo enigmatico e buio.

PLATONE, Simposio, 192 c-d
postato da: ferro3 alle ore 17:29 | link | commenti
categorie: testi, amori felici

...tu sirenetta
26marz


ROSSO TRAMONTO

SILENTE MI APPARI

TU SIRENETTA

    Osonoi                                                        

postato da: ferro3 alle ore 17:29 | link | commenti (2)
categorie: poesia, giappone, amori felici

7gennaio




























Io mi viveva senza nullo amore,
non era donna a chi volesse bene.
Denanti a me paristi, o nobel fiore,
per dar a la vita amare pene.
E sì presto tu m'intrasti nel core,
come saetta che da l'arco vene.
E come intrasti, io presto serrai;
perché null'altra donna c'entri mai.

Leonardo Giustinian
(Venezia 1388-1448)
postato da: ferro3 alle ore 17:29 | link | commenti (2)
categorie: poesia, amori felici

QUI, QUI AMORE

metastasio




























Qui, qui amore,
E'un prato ombroso;
Qui, qui amore,
Nutriamoci senza riposo.

Qui, qui dolcezza,
C'è come un letto ove l'erba digrada;
Qui, qui dolcezza,
E' tutto profumato di rugiada.

Qui, qui cara,
Col respiro della vita
Qui, qui cara,
L'estate a nozze t'invita.

Anche se il piacere d'un momento
In un momento fugge a volo,
Anche se il tesoro della passione
Si dilapida da solo,

Ancora immobile è il momento-
Sentilo, com'è vicino,
E, mentre dura,
Senti com'è divino!

Qui, qui, qui
Amore questo dono c'ha inviato;
Dovessi pure morire inaridito,
Certo morirei appagato.

John Keats (1795-1821) è sepolto a Roma nel Cimitero Acattolico
della Piramide Cestia.
cimitero acattolico
postato da: ferro3 alle ore 17:29 | link | commenti (1)
categorie: poesia, amori felici

APPARENZE
14gennaio

Quando vi sembra che io sia lì con voi,
intento a un lavoro o a un pensiero,
magari invece sto correndo
su un prato lucido di pioggia.

Quando vi sembra che io sia una vallata
profonda e piena di cose della terra,
forse al contrario sono una montagna
in pieno slancio verso cose alte.

Quando vi sembra che io sia un mezzogiorno
ruggente e pieno di luce,
può darsi invece che io sia
ombra e crepuscolo.

Quando vi sembra che io sia per sempre,
chissà che non sia  quello,
il mio ultimo istante.

 
Canto del popolo Navajo

postato da: ferro3 alle ore 17:29 | link | commenti
categorie: amori felici
sabato, 22 dicembre 2007

Questa felicità

questafelicità

Questa felicità promessa o data

m'è dolore, dolore senza causa

o la causa se esiste è questo brivido

che sommuove il molteplice nell'unico

come il liquido scosso nella sfera

di vetro che interpreta il fachiro.

Eppure dico: salva anche per oggi.

Torno torno le fanno guerra cose

e immagini su cui cala o si leva

o la notte o la neve

uniforme del ricordo.

 

Mario Luzi
postato da: ferro3 alle ore 14:23 | link | commenti (1)
categorie: poesia, amori felici
mercoledì, 19 dicembre 2007

Omnia vincit Amor; et nos cedamus Amori.
Publio Virgilio Marone, Bucoliche X.69             
                                                               
amor














Caravaggio, Staatliche Museen, Berlin

Come potè un ragazzo lombardo, apprendista pittore, arrivato a Roma all'età di circa diciotto anni, costruirsi, crescere, straripare dalle zone basse di piazza Navona, oltre Tevere, oltralpe, oltre il suo secolo e i secoli successivi, arrivare fino a noi quale uno dei più alti moniti ( forse il più stabile e compatto), imporsi quale bandiera del moderno alle scelte più disparate, alle fazioni più contrastanti?
Come è possibile che ancora oggi, dopo Kandinsky o Mondrian, il passante più casuale, o il patito di Pollock o di Rauschenberg, o il più condiscendente elettore dell'arte ludica, entri in San Luigi dei Francesi e senta riaprirsi in petto una piaga che credeva chiusa per sempre?
                             
Renato Guttuso,1967
postato da: ferro3 alle ore 09:29 | link | commenti (1)
categorie: testi, arte, amori felici
sabato, 15 dicembre 2007

L'audio e' stato cancellato dallo spazio su Splinder


ascolta il suono del flauto di bamboo

NEIGE
stalattiti di ghiaccio










































foto ferro3

Soseki non ridiscese mai dalla montagna. Si distese sul ghiaccio, vicino al suo amore, e chiuse gli occhi.
Yuko tentò di dissuaderlo dicendogli che rimanere lì era una follia, ma il maestro gli rispose con voce serena:
"Lasciami in pace. Ho trovato il mio posto. Per l'eternità."
Poi si addormentò accanto al corpo intatto della giovane donna.

Morì lasciandosi vincere  dal candore del mondo.
Era felice.
All'altezza del cuore.

da "Neige" di Maxence Fermine, 1999
postato da: ferro3 alle ore 10:58 | link | commenti
categorie: musica, giappone, testi, amori felici
giovedì, 13 dicembre 2007

L'audio e' stato cancellato dallo spazio su Splinder


ascolta l'Adagio sostenuto dalla Sonata op.27 n.2 di Beethoven
TOPOLINA
topolina1topolina2

















coll.ferro3
postato da: ferro3 alle ore 12:12 | link | commenti (1)
categorie: foto, amori felici
sabato, 08 dicembre 2007

AMORE

louise




























La luna coronata di margherite
Ride nei vaghi occhi infermi,
Caprioli d'argento
Scherzano nelle radure del cielo.

I fiori si macchiano di sangue...
Oh lontana, lontana, in questa notte,
Come una nave con le sue vele
Nel mare scuro...

Ma presto verrà il tempo
Arido e melodioso dei papaveri,
E tu sarai tornata
Già donna.

Attilio Bertolucci da "Fuochi in novembre"
postato da: ferro3 alle ore 15:23 | link | commenti (2)
categorie: poesia, amori felici