vivere quella personale dimensione in cui la forma è vuoto e il vuoto è forma

Venti monaci e una monaca, che si chiamava Eshun,facevano esercizio di meditazione con un certo Maestro Zen. Nonostante la sua testa rasata e il suo abito dimesso,Eshun era molto carina. Diversi monaci si innamorarono segretamente di lei. Uno di questi scrisse una lettera d’amore, insistendo per vederla da sola. Eshun non rispose.Il giorno dopo il Maestro fece una lezione ai suoi discepoli, e alla fine della conferenza Eshun si alzò. Rivolgendosi a quello che le aveva scritto, disse:«Se veramente mi ami tanto, vieni qui e prendimi subito tra le tue braccia». storia Zen


Mi hai chiamato per nome, e sono arrivato.
Ora ascoltami, ascoltami.
Venendo dalle spiagge del paradiso,
Si sentono i pivieri cantare.
I pivieri sono orgogliosi della loro voce,
E cantano, cantano.
Perché mi hai fatto ritornare in questo mondo?
Lo chiamo per nome e lo spirito del morto viene.
Lo spirito viene con le maniche bagnate di lacrime.
Lo spirito viene col mantello coperto di gocce di rugiada.
Possiamo solo sentire la sua voce, non vediamo il suo volto.
Possiamo sentire il suono e non vediamo la forma.
Mi hai chiamato per nome, e sono arrivato.
Ora ascoltami, ascoltami.
Dammi dell'acqua da bere.
Ti chiedo l'acqua fredda di una sorgente
o le gocce della pioggia sulle giovani foglie.
Lo chiamo per nome e lo spirito del morto viene.
Dalla profondità della notte lo si sente arrivare,
Portato dalle infinite rapide correnti.
Lo spirito torna per danzare.
Lo spirito torna per raccontare.
Inno delle itako, le sciamane cieche del nord del Giappone.
(tratto da Hori Ichiro, Wagakuni minkanshinkoshi no kenkyË, Tokyo, Sogensha, traduzione di Massimo Raveri)


wakaruru ya
Jacopo Tintoretto "Origine della Via Lattea", 1564
Tokio,foto ferro3
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L'HAIKU DEL BERNINI

(2 sms domenicali)
Sono eccessiva.
Sono solenne.
Sono adorante.
Sono barocca e nello stesso tempo minimalista.
Sono un haiku scritto da Bernini.

E’ dal 1622, commissionato da Scipione Borghese , che il “Ratto di Proserpina”di Gian Lorenzo Bernini vive nel mito, che lui stesso rappresenta. E’ a Roma nella Galleria Borghese. "Plutone, dio degli Inferi, stanco delle tenebre del suo regno, decise un giorno di affiorare alla luce e vedere un po' di questo mondo..."così racconta Claudiano nel " De raptu Proserpinae". La storia è nota: la ninfa Proserpina, figlia di Giove e Cerere , è rapita daPlutone, Re degli Inferi. Cerere per il dolore abbandona i campi, che non danno più frutti, mentre le bestie muoiono. Giove trova un accordo con la mediazione di Mercurio. La figlia avrebbe trascorso nove mesi con la madre favorendo la fertilità dei campi, mentre durante l’inverno sarebbe rimasta con Plutone all’Inferno. Il ciclo delle stagioni, il mondo dei morti, la fecondità del corpo,la speranza in un eterno ritorno, luce e tenebre, maschio e femmina sono solo alcuni degli spunti di riflessione che vengono da questo dinamico gruppo scultoreo di straordinario virtuosismo tecnico. Ma torniamo ai due sms ricevuti. L’haiku giapponese è molto legato al succedersi delle stagioni e quindi funziona a livello di metaframe.

oi nureba
hi no nagai ni mo
namida kana
Più numerose le primavere
più i lunghi dì
recano lacrime e lamenti
(Kobayashi Issa)
Mentre viaggio per il mondo
si prepara la semina
andirivieni nelle risaie
(Matsuo Bashö)
Plutone con i muscoli tesi nello sforzo affonda ambedue le mani nei morbidi fianchi di Persefone: raffigurazione nella quale, se la vediamo estrapolata dall’insieme, non riusciamo a riconoscere un rapimento ma bensì un liberarsi di sensi in un amplesso.Ancora Claudiano:"Il dio dell?ade, in due falcate le fu addosso e l'abbracciò voracemente e via col dolce peso; la pose sul cocchio, invano ostacolato da una giovinetta, Ciane, compagna di Proserpina, che tentò di fermare i cavalli, chè il dio infuriato latrasformò in fonte. Ancora oggi Ciane, con i suoi papiri, porta le sue limpide acque a Siracusa. Eccco a seconda figura femminile la cui eco ascoltiamo lungo il fiume Anapo.Sempre Claudiano :"Giove inviò Mercurio da Plutone per imporgli di restituire Proserpina alla madre. A Plutone non restò che obbedire. Però, prima di farla partire, fece mangiare alla sua amata dei chicchi di melograno."
