vivere quella personale dimensione in cui la forma è vuoto e il vuoto è forma


Mi hai chiamato per nome, e sono arrivato.
Ora ascoltami, ascoltami.
Venendo dalle spiagge del paradiso,
Si sentono i pivieri cantare.
I pivieri sono orgogliosi della loro voce,
E cantano, cantano.
Perché mi hai fatto ritornare in questo mondo?
Lo chiamo per nome e lo spirito del morto viene.
Lo spirito viene con le maniche bagnate di lacrime.
Lo spirito viene col mantello coperto di gocce di rugiada.
Possiamo solo sentire la sua voce, non vediamo il suo volto.
Possiamo sentire il suono e non vediamo la forma.
Mi hai chiamato per nome, e sono arrivato.
Ora ascoltami, ascoltami.
Dammi dell'acqua da bere.
Ti chiedo l'acqua fredda di una sorgente
o le gocce della pioggia sulle giovani foglie.
Lo chiamo per nome e lo spirito del morto viene.
Dalla profondità della notte lo si sente arrivare,
Portato dalle infinite rapide correnti.
Lo spirito torna per danzare.
Lo spirito torna per raccontare.
Inno delle itako, le sciamane cieche del nord del Giappone.
(tratto da Hori Ichiro, Wagakuni minkanshinkoshi no kenkyË, Tokyo, Sogensha, traduzione di Massimo Raveri)







...foglie

Vuoi darmi la mano al chiaro di luna?
foglia sei...
Sotto l'aperto cielo. Sopra l'aperto abisso.
Come foglie
siamo tu e io.
Subito tremanti,
subito scomparse.
Vieni...
Tarjei Vesaas, 1953

Lo specchio

foto ferro3
Che oggetto triste
hanno inventato gli uomini!
Chiunque si specchia
sta di fronte a se stesso
e chi pone la domanda
è, al tempo stesso, l'interrogato.
Per entrare più a fondo
l'uomo deve fare il contrario,
allontanarsi.
Kikuo Takano

Mia amata,
Fuoco vuoi dare alla vampa?Vuoi tu della bella lucerna


