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IL PECCATO MI FA RIPOSARE

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lunedì, 05 gennaio 2009

sagittario
























Non è celato dello spirito il cammino,
È come il ritrovarsi, è l'umana vita,
Della vita il giorno, della vita il mattino,
Il tempo dello spirito è ricchezza infinita.

In ciò ha la natura il suo splendore,
Così va l'uomo in cerca della gioia,
Al giorno, alla vita si abbandona,
Allo spirito lega il suo valore.


Friedrich Hölderlin dalle "Turmgedichte"
postato da: ferro3 alle ore 15:51 | link | commenti
categorie: poesia
mercoledì, 03 dicembre 2008

interno berlinese 1)
internoberlinese1








Berlin, foto ferro3

Es stehen unbeweglich

Die Sterne in der Höh'

Viel tausend Jahr', und schauen

Sich an mit Liebesweh.

Sie sprechen eine Sprache,

Die ist so reich, so schön;

Doch keiner der Philologen

Kann diese Sprache verstehn.

Ich aber hab sie gelernet,

Und ich vergesse sie nicht;

Mir diente als Grammatik

Der Herzallerliebsten Gesicht.

Eccole sempre immobili

le stelle lassù nel cielo

da mille anni, e si guardano

languendo di mal d'amore.

Esse parlan una lingua,

molto bella e molto ricca;

ma nessuno dei filologi

riuscì mai a capirla.

Anch'io l'ho imparata,

e mai più la scorderò;

mi servì da grammatica

della mia diletta il volto.

  Heinrich Heine

 

postato da: ferro3 alle ore 18:28 | link | commenti
categorie: poesia, berlino
martedì, 04 novembre 2008

Desire is Dead
alberoinverno

























Desire may be dead
And still a man can be
A meeting place for sun and rain,
Wonder outwaiting pain
As in a wintry tree.

Il desiderio è morto

Può morire il desiderio, e
l'uomo essere ancora
un luogo dove la pioggia
si incontra con il sole
meraviglia che non accetta dolore
come in un albero
invernale.

D.H. Lawrence ( nella traduzione di Giuseppe Conte)
postato da: ferro3 alle ore 11:09 | link | commenti
categorie: poesia
sabato, 25 ottobre 2008

Domani, no
Angelina


























Questo non è un addio
perché non ci siamo visti affatto
malgrado ombra e ombra
per strada si sovrapponessero insieme
come un evaso solitario

Domani, no
il domani non è oltre la notte
chi aspetta è il colpevole
ma le storie che accadono di notte
si lasci che nella notte finiscano


Bei Dao (nato a Pechino nel 1949) da "Speranza fredda"
postato da: ferro3 alle ore 19:23 | link | commenti
categorie: poesia, cina
lunedì, 20 ottobre 2008

El silencio (1921)
arcobaleno 015











































foto ferro3,dal suo studio

Oye, hijo mío, el silencio.
Es un silencio ondulado,
un silencio,
donde resbalan valles y ecos
y que inclina las frentes
hacia el suelo.

Odi, figlio mio, il silenzio.
E' un silenzio ondulato,
un silenzio,
dove scivolano valli ed echi
e che inchina le fronti
al suolo.

Federico García Lorca
postato da: ferro3 alle ore 18:39 | link | commenti
categorie: poesia, foto
martedì, 07 ottobre 2008

come uno sciamàno...
lèmuri

per la foto un grazie a Cinzia

Tra due-trecento anni la vita sarà migliore.
Ma intanto noi siamo ormai alla frontiera,
senza gli angeli di Elohim precipita la scala del Novecento,
e il Duemila già sventola la sua bandiera
per coloro che sono sicuri di entrarvi.
Io resterò da questa parte, in questo buio,
in questo sviluppo di meschinità e di bisogno,
senza conoscere il terso luccichío del futuro.
A me sarà bastato visitarlo nel sogno,
come uno sciamàno che scenda con piatti e sonagli
nel reame dei morti a conversare coi lèmuri.
Resterò sulla soglia come un rèprobo, come uno spergiuro.
Perché scusatemi, posteri, che freddo,
che vitreo deserto, che uniformità, che sbaragli
soffiano da quel futuro.

Angelo Maria Ripellino da "Notizie dal Diluvio",1969

postato da: ferro3 alle ore 20:55 | link | commenti
categorie: poesia
mercoledì, 01 ottobre 2008

Ai sospiri dell'amata
ingrid

Ai sospiri dell'amata
la notte intera si innalza;
una carezza leggera
percorre il cielo stupito.
E allora è come se nell'universo
una forza elementare
ridiventasse la madre
di tutto l'amore smarrito.

Rainer Maria Rilke

postato da: ferro3 alle ore 22:15 | link | commenti (2)
categorie: poesia
venerdì, 19 settembre 2008

Ritratto di un'ombra

settembre

 

 

 

 

 

 

I tuoi occhi, orma di luce dei miei passi;

la tua fronte, solcata dal lampo delle spade;

i tuoi sopraccigli, orlo della rovina;

le tue ciglia, messi di lunghe lettere;

i tuoi riccioli, corvi, corvi, corvi;

le tue guance, stemma del mattino;

le tue labbra, ospiti tardivi;

le tue spalle, statua dell'oblio;

i tuoi seni, amici delle mie serpi;

le tue braccia, ontani alla porta del castello;

le tue mani, tavole di morti giuramenti;

i tuoi fianchi, pane e speranza;

il tuo sesso, legge dell'incendio boschivo;

le tue cosce, ali nell'abisso;

i tuoi ginocchi, maschere della tua boria;

i tuoi piedi, teatro d'armi dei pensieri;

le tue piante, cripte di fiamme;

la tua orma, occhio del nostro addio.

 Paul Celan

 

postato da: ferro3 alle ore 22:32 | link | commenti
categorie: poesia
mercoledì, 17 settembre 2008

Amore e Psiche
amore &










Eugène Médard (1847-1887)

Quae dum insatiabili animo Psyche, satis et curiosa, rimatur atque pertrectat, et mariti sui miratur arma, depromit unam de pharetra sagittam, et, puncto pollicis extremam aciem periclitabunda, trementis etiam nunc articoli nisu fortiore pupugit altius, ut per summam cutem roraverint parvulae sanguinis rosei guttae.
Sic ignara Psyche sponte in Amoris incidit amorem.
Tunc magis magisque cupidine flagrans Cupidinis, prona in eum efflictim inhians, patulis ac petulantibus saviis festinanter ingestis de somni censura metuebat.

Psiche con curiosità insaziabile si sofferma a guardarle e le tocca e ammira le armi del suo sposo, poi estrae una freccia dalla faretra e toccando il pollice la punta acuta, facendo un movimento un po’ troppo brusco con la mano ancora tremante si punge piuttosto profondamente il dito, cosicché a fior di pelle escono alcune goccioline di roseo sangue, come rugiada.
Così l’ignara Psiche per colpa sua fu presa dall’amore di Amore.
Allora, sentendo crescere irresistibilmente dentro di sé la voluttà per il dio della voluttà, china su di lui con le labbra dischiuse prese a baciarlo e ribaciarlo con baci appassionati, senza freno, temendo solo che si svegliasse.

 Lucio Apuleio, “La favola di Amore e Psiche” nella traduzione di Gabriella D’Anna

postato da: ferro3 alle ore 17:57 | link | commenti
categorie: poesia, passioni, amori felici
mercoledì, 10 settembre 2008

 Mi piaci silenziosamartina

























Mi piaci silenziosa, perché sei come assente,
mi senti da lontano e la mia voce non ti tocca.
Par quasi che i tuoi occhi siano volati via
ed è come se un bacio ti chiudesse la bocca.

Tutte le cose sono colme della mia anima
E tu da loro emergi, colma d'anima mia.
Farfalla di sogno, assomigli alla mia anima
ed assomigli alla parola malinconia.

Mi piaci silenziosa, quando sembri distante.
E sembri lamentarti, tubante farfalla.
E mi senti da lontano e la mia voce non ti arriva:
lascia che il tuo silenzio sia il mio silenzio stesso.

Lascia che il tuo silenzio sia anche il mio parlarti,
lucido come fiamma, semplice come anello.
Tu sei come la notte, taciturna e stellata.
Di stella è il tuo silenzio, così lontano e semplice.

Mi piaci silenziosa perché sei come assente.
Distante e dolorosa come se fossi morta.
Basta allora un sorriso, una parola basta.
E sono lieto, lieto che questo non sia vero.


Pablo Neruda
postato da: ferro3 alle ore 12:29 | link | commenti
categorie: poesia
sabato, 06 settembre 2008

orlova



























"Gravin O.Orlova-Davydova in maschera", 1903 circa,
foto di E. Mrozovskaja

Io lo ricordo, amata, io lo ricordo,
Lo splendore dei tuoi capelli;
Non fu allegra vicenda, né leggera,
Per me l'abbandonarti.

Delle notti autunnali mi ricordo,
Del murmure nell'ombra di betulle:
E se allora più corti erano i giorni,
Più a lungo dava luce a noi la luna.

Ed io ricordo che tu mi dicevi:
"Questi anni azzurri se ne andranno via,
E tu, mio amato, dimenticherai,
Per sempre, per un'altra".

Ma oggi il tiglio che va rifiorendo
Di nuovo ha ricordato ai sentimenti
Come teneramente cospargevo
A quel tempo i tuoi riccioli di fiori.

E il cuore, non disposto a raffreddarsi,
E amando un'altra con malinconia,
Va ricordando con quell'altra te,
Come un lungo racconto prediletto.

Sergej Esenin
postato da: ferro3 alle ore 21:16 | link | commenti
categorie: poesia, foto
venerdì, 05 settembre 2008

Er monnezzaro provibbito (1)
romaRoma, Trastevere, foto ferro3

Pagà ssedisci fette(2) de penale
Io pover'omo che nun ciò
(3) un quadrino!
Io che nemmanco posso bbéve' vino,
Antro
(4) che cquanno vado a lo spedale!

Eppuro me toccò a bbuttà un lustrino,(5)
Pe' ffàmme stènne'
(6) drent'ar momoriale
Le raggione da dìsse
(7) ar tribbunale
Pe' ajjutà er mi vôto borzellino.

Je sce discevo:- Sor giudisce mio,
Quanno Lei trova er reo, voi gastigatelo:
Ma er monnezzaro nun ce l'ho ffatt'io. -

Che mme fesce arispónne' quer leone?
- Questo nun jje confinfera:
(8) arifàtelo:(9)
Che llui nun vô ssentí ttante raggione. -


(1) L'immondezzaio proibito. - (2) Scudi. - (3) Non ho. - (4) Altro che: fuorchè. - (5) Un grosso di argento. - (6) Per farmi stendere. - (7) Da dirsi. - (8) Non gli piace. - (9) Rifatelo.

18 aprile 1834

Giuseppe Gioachino Belli
postato da: ferro3 alle ore 18:49 | link | commenti
categorie: poesia, roma, foto
lunedì, 01 settembre 2008

C'era una volta
Arturo grafC'era una volta...che cosa?
Son come grullo stasera!
Non mi ricordo; ma c'era,
c'era una volta qualcosa.

Devi saperlo anche tu,
povera foglia di rosa...
c'era una volta qualcosa,
qualcosa che non c'è più!

da "Poesie"di Arturo Graf
postato da: ferro3 alle ore 21:39 | link | commenti
categorie: poesia, ricordi
sabato, 30 agosto 2008

Holde Lili, warst so lang
Goethe

Roma,Villa Borghese, foto ferro3

Holde Lili, warst so lang
All mein Lust und all mein Sang;
Bist, ach, nun mein Schmerz, und doch
All mein Sang bist du noch.


Cara Lili, sei stata a lungo
tutta la gioia, tutto il mio canto;
adesso, ahimè, sei tutto il mio dolore, eppure
sei tutto il mio canto ancora.

Johann Wolfgang Goethe
postato da: ferro3 alle ore 09:18 | link | commenti
categorie: poesia, roma
martedì, 26 agosto 2008

Myrna























TRA LE MASCHERE
LA TRACCIA GRAFFIANTE
DI METEORA

Osonoi
postato da: ferro3 alle ore 22:19 | link | commenti
categorie: poesia, giappone
domenica, 24 agosto 2008

Le golose

le golose











Io sono innamorato di tutte le signore
che mangiano le paste nelle confetterie.

Signore e signorine -
le dita senza guanto -
scelgon la pasta. Quanto
ritornano bambine!

Perché nïun le veda,
volgon le spalle, in fretta,
sollevan la veletta,
divorano la preda.

C'è quella che s'informa
pensosa della scelta;
quella che toglie svelta,
né cura tinta e forma.

L'una, pur mentre inghiotte,
già pensa al dopo, al poi;
e domina i vassoi
con le pupille ghiotte.

un'altra - il dolce crebbe -
muove le disperate
bianchissime al giulebbe
dita confetturate!

Un'altra, con bell'arte,
sugge la punta estrema:
invano! ché la crema
esce dall'altra parte!

L'una, senz'abbadare
a giovine che adocchi,
divora in pace. Gli occhi
altra solleva, e pare

sugga, in supremo annunzio,
non crema e cioccolatte,
ma superliquefatte
parole del D'Annunzio.

Fra questi aromi acuti,
strani, commisti troppo
di cedro, di sciroppo,
di creme, di velluti,

di essenze parigine,
di mammole, di chiome:
oh! le signore come
ritornano bambine!

Perché non m'è concesso -
o legge inopportuna! -
il farmivi da presso,
baciarvi ad una ad una,

o belle bocche intatte
di giovani signore,
baciarvi nel sapore
di crema e cioccolatte?

Io sono innamorato di tutte le signore
che mangiano le paste nelle confetterie.

Guido Gozzano

postato da: ferro3 alle ore 20:52 | link | commenti
categorie: poesia
giovedì, 21 agosto 2008

Alla luna
Montieri
Montieri, foto ferro3

O graziosa luna, io mi rammento
Che, or volge l'anno, sovra questo colle
Io venia pien d'angoscia a rimirarti:
E tu pendevi allor su quella selva
Siccome or fai, che tutta la rischiari.
Ma nebuloso e tremulo dal pianto
Che mi sorgea sul ciglio, alle mie luci
Il tuo volto apparia, che travagliosa
Era mia vita: ed è, nè cangia stile
O mia diletta luna. E pur mi giova
La ricordanza, e il noverar l'etate
Del mio dolore. Oh come grato occorre
Nel tempo giovanil, quando ancor lungo
La speme e breve ha la memoria il corso
Il rimembrar delle passate cose,
Ancor che triste, e che l'affanno duri! 

Giacomo Leopardi
postato da: ferro3 alle ore 08:53 | link | commenti
categorie: poesia, foto
venerdì, 15 agosto 2008

Zephir
zefiro
Siena,Libreria di Pio II Enea Silvio Piccolomini,opera di Liberale da Verona (1445-1526)

Pour le retour du Soleil honorer,
Le Zephir, l’air serein lui apareille :
Et du sommeil l’eau et la terre esveille,
Qui les gardoit l’une de murmurer,

En dous coulant, l’autre de se parer
De mainte fleur de couleur nompareille.
Ja les oiseaus es arbres font merveille,
Et aus passans font l’ennui moderer :

Les Nynfes ja en mile jeus s’esbatent
Au cler de Lune, et dansans l’herbe abatent :
Veus tu Zephir de ton heur me donner,

Et que par toy toute me renouvelle ?
Fay mon Soleil devers moy retourner,
Et tu verras s’il ne me rend plus belle.


Per onorare il ritorno del sole
Zefiro gli prepara l'aria mite,
e acqua e terra sveglia da quel sonno
che non lasciava l'una mormorare

in dolci rivi né l'altra ammantarsi
di tanti fiori e ineguagliate tinte.
Già fanno meraviglie gli uccellini
e quietano la pena di chi passa,

già danzano le ninfe in mille giochi
al chiar di luna, e fanno l'erba bassa.
Vuoi tu Zefiro darmi la tua gioia,

che tutta io mi rinnovi grazie a quella?
Fa' che il mio sole verso me ritorni
e tu vedrai se non mi fa più bella.

Louise Labé (1524-1566)
nella bella traduzione di Silvia Bre
postato da: ferro3 alle ore 12:10 | link | commenti
categorie: poesia, arte
lunedì, 11 agosto 2008

BaiseLabé m'encor...

























Baise m’encor, rebaise moy et baise :
Donne m’en un de tes plus
savoureus,
Donne m’en un de tes plus amoureus :
Je t’en rendray quatre plus chaus que
braise.

Las, te pleins tu ? ça que ce mal j’apaise,
En t’en donnant dix autres doucereus.
Ainsi meslans nos baisers tant heureus
Jouissons nous l’un de l’autre à notre aise.


Lors double vie à chacun en suivra.
Chacun en soy et son ami vivra.
Permets m’Amour penser quelque folie :


Tousjours suis mal, vivant discrettement,
Et ne me puis donner contentement,
Si hors de moy ne fay quelque saillie.


Baciami ancora, dammi baci e baci:
dammene uno dei tuoi più gustosi,
dammene uno dei tuoi più amorosi:
quattro da me ne avrai più arsi che braci.

Ma gemi? Su, che io quel male plachi
con altri dieci ancor più deliziosi.
Così mischiando sì gioiosi baci
godiamo l'un dell'altro ad agio nostro.

Duplice vita a noi ne seguirà:
in sé vivrà ciascuno e nell'amico.
Lasciami, amor, pensare una follia:

sto sempre male se discreta vivo,
e contentezza non mi posso dare
se fuor da me non faccio una sortita.

Louise Labé (1524-1566)
nella bella traduzione di Silvia Bre
postato da: ferro3 alle ore 17:28 | link | commenti
categorie: poesia, amori infelici, amori felici
domenica, 03 agosto 2008

Quando si svegliano
3agosto























Cerca di conservarle, poeta,
sebbene siano poche quelle che si fermano.
Le visioni del tuo eros.
Mettile seminascoste nei tuoi versi.
Cerca di trattenerle, poeta,
quando si svegliano nella tua mente
la notte o alla luce abbagliante di mezzodì.


Costantino Kavafis [1916]
nella traduzione di Tiziana Cavasino

postato da: ferro3 alle ore 23:03 | link | commenti
categorie: poesia