Nell'anno ebraico 5340, mese di Andar (che corrisponde al febbraio 1580 del calendario cristiano), uscimmo di città prima dell'alba, per recarci sulla riva della Moldava. Qui, sulla sabbia, tracciammo la figura di un uomo alto tre cubiti, disegnando la sua faccia, e le braccia e le gambe, come se stesse giacendo sulla schiena. Poi noi tre ci mettemmo ritti davanti ai suoi piedi, fissando i suoi occhi; e il Rabbi mi ordinò di girare attorno al Golem sette volte, dal fianco destro alla testa, e dalla testa al fiano sinistro, e poi ancora ai piedi. E mi insegnò la formula che dovevo recitare, e io girai attorno al Golem sette volte. Quando ebbi eseguito gli ordini del Rabbi, il Golem diventò rosso come il fuoco. Poi il Rabbi ordinò al suo discepolo Jacob di fare la stessa cosa che avevo fatto io, ma a lui insegnò una formula diversa. Stavolta il colore rosso impallidì, e un vapore esalò dalla figura supina, alla quale crebbero le unghie e i capelli. Allora il Rabbi girò sette volte attorno al Golem con in mano i rotoli della Torah, come la processione circolare che si fa nella sinagoga per il Capodanno, e tutti e tre recitammo questi versetti: " E il Signore Iddio formò l'uomo nella polvere della terra, e gli soffiò nelle narici l'alito della vita; e l'uomo divenne un'anima vivente". Così il Golem aprì gli occhi e ci scrutò con aria stupita.
da "Der Golem" di Yudi Rosemberg, 1909