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Utente: ferro3
IL PECCATO MI FA RIPOSARE

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mercoledì, 21 ottobre 2009

21ottobre


Al di là delle idee di giusto e sbagliato,
vi è un vasto campo.
Come vorrei incontrarvi là!
Quando colui che cerca raggiunge quel campo,
si stende e si rilassa:
là non esiste credere o non credere …

Gialad-ad-din Rumì

postato da: ferro3 alle ore 15:08 | link | commenti
categorie: testi
mercoledì, 14 ottobre 2009

I sette savi
sette




"Al confine tra la vita solare
e la vita oscura, i filosofi sono lì a meditare
e ogni tanto danno una voce verso il buio,
affinano l'udito per ascoltare
inavvertiti echi.
Risponde la poesia".

Fausto Melotti
postato da: ferro3 alle ore 12:24 | link | commenti (1)
categorie: testi, arte
martedì, 15 settembre 2009

PEARL  JAM
pearl jam
Berlin, 15 agosto 2009, foto ferro3

Big Wave

I used to be crustacean
In an underwater nation
And I surf in celebration
Of a billion adaptations
Got me a big wave, Ride me a big wave, Got me a big wave.
I feel the need planted in me
Millions of years ago
Can't you see
The oceans size?
Defining time and tide arising
Arms laid upon me
Being so kind to let me ride

I scream in affirmation
Of connecting dislocations
And exceeding limitation
By achieving levitation

Got me a big wave, Ride me a big wave, Got me a big wave.
 I feel the need planted in me
Millions of years ago
Can't you see
The oceans size?
Defining time and tide arising
Arms laid upon me
Being so kind to let me ride
Got me a ride.
I got me a ride


Ero solito essere un crostaceo
in una nazione sottomarina

E faccio surf come una celebrazione
di un miliardo di adattamenti

Ho preso una grande onda, cavalco una grande onda, ho preso una grande onda
 
Sento il bisogno
impiantato dentro di me
milioni di anni fa
Ma non vedi quanto è grande l'oceano?
Definisce il tempo
e l'innalzarsi delle marea
Braccia distese sopra di me
sono così gentili da lasciarmi cavalcare

Urlo come affermazione
per connettere dislocazioni
e superare le limitazioni
nel raggiungere la levitazione

Ho preso una grande onda, cavalco una grande onda, ho preso una grande onda
 
Sento il bisogno
impiantato dentro di me
milioni di anni fa
Ma non vedi quanto è grande l'oceano?
Definisce il tempo
e l'innalzarsi delle marea
Braccia distese sopra di me
sono così gentili da lasciarmi cavalcare

 Sto cavalcando...

 


postato da: ferro3 alle ore 10:08 | link | commenti
categorie: musica, testi
sabato, 08 agosto 2009

La pianta...

la pianta























"La pianta concentra tutta la propria esistenza
verso un unico scopo: spuntare dal terreno per sfuggire alla calamità sotterranea; eludere e trasgredire una legge misteriosa ed opprimente, liberarsi, strapparsi dalla morsa soffocante, immaginare o invocare ali per scappare il più lontano possibile, affrancarsi da uno spazio in cui il destino l'ha relegata ed accostarsi ad un'altra realtà, entrare a far parte di un mondo emozionante e vivido"

Maurice Maeterlink, L'intelligenza dei fiori

Cameron,Pomona,1872
postato da: ferro3 alle ore 18:20 | link | commenti (2)
categorie: testi
giovedì, 25 giugno 2009






la patina del tempo


liuto

foto ferro3

Prediligiamo la patina del tempo, ben sapendo che è prodotta da mani sudate, da polpastrelli unti, da depositi di morte stagioni; la prediligiamo per quel lustro, e quegli scurimenti, che ci ricordano il passato e la vastità del tempo.

Tanizaki Jun'ichiro, Libro d'ombra, 1933
postato da: ferro3 alle ore 16:21 | link | commenti (1)
categorie: testi, restauri
venerdì, 29 maggio 2009

il Golem    
rabbinoLiba










Praga,la tomba di Rabbi Löw il creatore del Golem. foto Ferro3

Nell'anno ebraico 5340, mese di Andar (che corrisponde al febbraio 1580 del calendario cristiano), uscimmo di città prima dell'alba, per recarci sulla riva della Moldava. Qui, sulla sabbia, tracciammo la figura di un uomo alto tre cubiti, disegnando la sua faccia, e le braccia e le gambe, come se stesse giacendo sulla schiena. Poi noi tre ci mettemmo ritti davanti ai suoi piedi, fissando i suoi occhi; e il Rabbi mi ordinò di girare attorno al Golem sette volte, dal fianco destro alla testa, e dalla testa al fiano sinistro, e poi ancora ai piedi. E mi insegnò la formula che dovevo recitare, e io girai attorno al Golem sette volte. Quando ebbi eseguito gli ordini del Rabbi, il Golem diventò rosso come il fuoco. Poi il Rabbi ordinò al suo discepolo Jacob di fare la stessa cosa che avevo fatto io, ma a lui insegnò una formula diversa. Stavolta il colore rosso impallidì, e un vapore esalò dalla figura supina, alla quale crebbero le unghie e i capelli. Allora il Rabbi girò sette volte attorno al Golem con in mano i rotoli della Torah, come la processione circolare che si fa nella  sinagoga per il Capodanno, e tutti e tre recitammo questi versetti: " E il Signore Iddio formò l'uomo nella polvere della terra, e gli soffiò nelle narici l'alito della vita; e l'uomo divenne un'anima vivente". Così il Golem aprì gli occhi e ci scrutò con aria stupita.
 
     da "Der Golem" di Yudi Rosemberg, 1909

golem.praga
postato da: ferro3 alle ore 21:35 | link | commenti
categorie: testi, praga
martedì, 19 maggio 2009

Questo cosmo

fuoco
Questo cosmo che è di fronte a noi e che è lo stesso per tutti, non lo fece nessuno degli dèi né degli uomini; ma fu sempre, ed è, e sarà fuoco sempre vivente, che divampa secondo misure e si spegne secondo misure.
                                                              Eraclito
postato da: ferro3 alle ore 12:13 | link | commenti (1)
categorie: testi
giovedì, 12 marzo 2009

Déjà vu

ISTANBULIstanbul 2009,foto di Flaminia

L'uomo non riesce a dividere con nessuno gli istanti, accumulati sulla cannella della vita, durante il lento girare femminile del calendario: né l'euforia, né il sapore aspro; quel sentimento selvaggio, inobliato, fuoriuscito quando una locomotiva ha staccato due vagoni di puro sogno aggiunti dietro, arretrandoli verso la vallata, e la morbida caratura che lo stesso occhio partorisce ogni mattino nella retina, trovando la stessa visione dalla stessa finestra:dalla danza di nuvola che un fumo candido crea saltellando, mi nasce dentro una piuma vissuta in ogni tempo.

Enis Batur

da “Scritti e Sigilli”, Roma 1992 ,traduzione di Isil Saatçioglu

Enis Batur (1952) è considerato il maggior poeta turco vivente

postato da: ferro3 alle ore 11:44 | link | commenti (1)
categorie: testi, foto
mercoledì, 18 febbraio 2009

dandelion
foto ferro3

Io non amo la gente perfetta,
quelli che non sono mai caduti,
che non hanno inciampato.
La loro è una virtù spenta, di poco valore.
A loro non si è svelata la bellezza della vita.

Boris Pasternak
postato da: ferro3 alle ore 16:37 | link | commenti
categorie: testi
mercoledì, 07 gennaio 2009

Le "Quattro stagioni" a Sanzeno in Val di Non
primavera
“ Eppure questa Naunia è tal paese che a cercargli un degno riscontro farebbe d’uopo gran parte girar della Svizzera che sì largamente è vantata”
Gioseffo Pinamonti, 1829
estate
Questo lusinghiero giudizio si legge in una delle prime guide per viaggiatori dedicate alla Val di Non , in Trentino .Fama dovuta non solo alle bellezze naturali ma anche al numero rilevante di castelli, chiese e residenze nobiliari. A Sanzeno la Casa de Gentili chiude la vasta piazza centrale con solida ma elegante imponenza addolcita da trifore ed elaborate inferriate. All’interno  la sorpresa di trovare al piano secondo un salone ornato  dalle rappresentazioni in stucco delle quattro stagioni: un piccolo capolavoro rococò. Il salone quadrangolare con un bel pavimento di legno, arricchito da due stelle pentagonali in noce, mostra al visitatore oltre alle quattro stagioni anche un rosone centrale e lo stemma di famiglia lungo una ricca fascia perimetrale decorata, come il soffitto, da elaborati motivi vegetali. Al centro della stanza un delizioso puttino amoroso vola tra foglie  d’acanto e boccioli.
autunno
La rappresentazione delle quattro stagioni è un tema ricorrente nell’arte europea con esiti mirabili; basti pensare alle opere di Giovanni Battista Caccini sul ponte Santa Trinità e nel giardino di Boboli a Firenze ,alle statue di Gian Lorenzo Bernini per Villa Albobrandini a Roma,ai lavori dell’intagliatore trentino  Lorenzo Haili a Soragna, a Giacomo Cassetti che scolpisce “Primavera” ed “Estate” a Borgo Valsugana, all’ ”Inverno” di Villa Saracini  Scotoni a Mattarello. Siamo nella seconda metà del secolo XVIII quando un anonimo artista collegato,per puntuali riferimenti stilistici , all’opera di Andreas e Peter Anton Moosbrugger del Voralberg ,che realizzarono autentici capolavori soprattutto in Svizzera, realizza i quattro puttini collocati quasi in precario equilibrio agli angoli della stanza. La “Primavera” è caratterizzata da un serto di fiori come un’ altalena per il putto; nell’ “Estate” il bimbetto tiene una falce nella mano sinistra ed un mazzo di spighe mature nella destra; nell’ “Autunno” una corona di grappoli  e pampini d’uva incornicia la piccola statua in stucco; l’ “Inverno” è classicamente rappresentato con il capo coperto da un morbido telo e con un braciere acceso. Il tutto in un equilibrio perfetto dove la luce ,che entra dalle due grandi finestre, fa risaltare il bianco, le cromie delle pareti e le dorature. Un salone frutto di una committenza colta ma non vanitosa , aperta e sensibile al nuovo, gelosa delle proprie tradizioni ma non chiusa al mondo.

                                           Fabio


inverno
postato da: ferro3 alle ore 12:08 | link | commenti
categorie: testi, architettura, arte, restauri
lunedì, 24 novembre 2008

le porte della percezione
Berlin2008






































BERLIN,foto ferro3
“ If the doors of perception were cleansed, everything would appear to a man as it is, infinite”

“ Se le porte della percezione fossero ripulite, ogni cosa apparirebbe all’uomo com’è, infinita”

            William Blake



postato da: ferro3 alle ore 16:18 | link | commenti (1)
categorie: testi, foto, berlino
giovedì, 06 novembre 2008

romafoto ferro3


"Se ammettiamo che l’ essere umano possa essere governato dalla ragione, ci precludiamo la possibilità di vivere".

Emile Hirsch in "Into the Wild", 2007

postato da: ferro3 alle ore 10:21 | link | commenti
categorie: testi, film, roma
martedì, 30 settembre 2008

S.LUCIA
La chiesa di S.LUCIA in una cartolina del 1899

La chiesetta di S. Lucia è situata sull’omonimo colle a nord dell’abitato di Fondo in Val di Non. Sulla cima del colle si ergeva un castello sorto nel 1271 ad opera di Mainardo II del Tirolo . Sul sito del castello sorse la chiesetta .Il perimetro della chiesa più antica è rilevabile dagli otto affreschi, dedicati alla vita della Santa siciliana.Nel 1982 opere di restauro conservativo hanno interessato tutta la struttura muraria e la copertura; in quella occasione all’esterno del perimetro furono rinvenuti scheletri risalenti al periodo delle pestilenze che devastarono il Trentino tra il XIV ed il XVI secolo. Si rimane colpiti dalle otto scene del ciclo di S. Lucia secondo quanto scrive Jacopo da Varagine nella sua “Legenda Aurea” scritta verso il 1260:
- La visita di Eutichia ,madre di S. Lucia, alla tomba di S. Agata a Catania.
- Il sogno di S. Lucia.
- S. Lucia viene condotta da Pascasio, governatore di Siracusa, che l’accusa.
- Supplizio di S. Lucia : trascinata da una coppia di buoi.
- Supplizio di S. Lucia : legata a due alberi con un fuoco acceso sotto i piedi.
- Supplizio di S. Lucia : pugnalata alla gola.
- Comunione e sepoltura di S. Lucia.

- La punizione del tiranno Pascasio per decapitazione.
Sulla cornice inferiore del primo quadro era possibile leggere la data del 1356 checi dà un punto fermo nella storia della chiesetta.Riguardo l’autore di questo ciclo affrescato vi sono due tesi: la prima che l’autore sia un artista della scuola di Bressanone noto come “maestro dello scorpione” che operò all’inizio del 1400. Ciò è stato dedotto dalla presunta firma del pittore, appunto uno scorpione, su di uno stendardo nell’ultimo quadro del ciclo di S. Lucia. L’altra tesi data gli affreschi intorno al 1376 e li attribuisce all’autore della Madonna Castelbarco situata all’interno della Chiesa dei Domenicani a Bolzano, pittore di scuola veronese. Un artista influenzato da Giotto della Cappella Scrovegni di Padova facente parte di quel folto gruppo di artisti che tra il 1320 ed il 1360 si spostò dal Veneto fino in Tirolo.

 Fabio

 Martirio S.Lucia

 

postato da: ferro3 alle ore 19:15 | link | commenti
categorie: testi, architettura, arte
martedì, 16 settembre 2008

SibillaCumana










































Domenichino, "La Sibilla Cumana"

"Il pubblico, in altre parole, è considerato dai vati e dai druidi della critica come una massa amorfa, incapace di giudicare senza la guida di "coloro che sanno", cioè in quella odierna varietà, laica e secolarizzata, dei chierici di un tempo, che sono i critici d'arte. Costoro, per catturare e soggiogare le masse credule e timorose, adoperano un linguaggio oscuro, involuto, profetico, degno della Pizia e della Sibilla Cumana."

Federico Zeri, 8 settembre 1984

postato da: ferro3 alle ore 09:30 | link | commenti
categorie: testi, arte
martedì, 02 settembre 2008

CASAMARI (1)
casamari 01.09.08
Abbazia di Casamari, foto ferro3

Sono molto legato all’ Abbazia di Casamari; fu la mia tesina per l’esame di Storia dell’architettura. La conosco pezzo per pezzo; riuscii anche a farmi autorizzare a salire all’interno del tetto e dentro il campanile. Erano anni ed anni che non ci tornavo, è stato molto bello anche perché è uno dei quei rari luoghi dove l’indefinibile e l’inconoscibile emette bagliori.
Per raggiungerla , in un viaggio che mi pareva epico, usavo la mia prima motocicletta ( una Gilera 98, in seguito ebbi altre sei moto sempre più potenti). Casamari  è nel territorio di Veroli, vicino Frosinone. Edificata sulle rovine dell'antico municipio romano Cereatae, dedicato appunto alla dea Cerere,significa "casa di Mario", il console nemico di Silla.
L' abbazia fu costruita nel 1203 e consacrata nel 1217. E' uno dei più importanti monasteri di architettura gotica cistercense. All'interno si trova anche un chiostro quadrangolare con un giardino delizioso . Su un muro interno del chiostro è possibile leggere questo manuale per la campanella. Uno, due, tre,quattro, cinque sei colpi per i frati (il portinaio era il più lungo da chiamare) con due indicazioni per le “pronte emergenze” : scampanellata lunga più cinque colpi per l’infermiere, una vera sinfonia per lo speziale. In un mondo di sms, squillini, email e fax questi suoni che ancora si odono nel silenzio del chiostro sono stati pura emozione.

casamari 2

 

postato da: ferro3 alle ore 22:14 | link | commenti
categorie: ricordi, testi, architettura
venerdì, 29 agosto 2008

Lady

























Siamo giovani, barcolliamo ancora per strade irregolari, la nostra età non ci dà la calma di pensare e agire.
Non conosciamo ancora la formula dello scongiuro.
Soltanto il tempo potrà placare le figure meravigliosamente diseguali che frugano nel nostro intimo e lo sconvolgono.


Heinrich von Kleist
postato da: ferro3 alle ore 11:54 | link | commenti (1)
categorie: testi, amori infelici
giovedì, 28 agosto 2008

tokioTokio,foto ferro3


"Yesterday it's history, Tomorrow it's mystery, Today is a gift"
Ieri
è storia, il domani un mistero, oggi un regalo

Maestro Oogway in Kung Fu Panda, 2008, di M.Osborne e J.Stevenson
postato da: ferro3 alle ore 21:36 | link | commenti
categorie: giappone, testi, foto

torre del lagoTorre del lago, foto ferro3

In certe mattinate c'è un freddo che m'agghiaccia...

Giacomo Puccini
postato da: ferro3 alle ore 08:57 | link | commenti
categorie: testi, foto
lunedì, 25 agosto 2008

Turandot
























Calaf

Nessun dorma! Nessun dorma!
Tu pure, o Principessa,
nella tua fredda stanza guardi le stelle
che tremano d'amore e di speranza...
Ma il mio mistero è chiuso in me,
il nome mio nessun saprà!
No, no, sulla tua bocca lo dirò,
quando la luce splenderà…
Ed il mio bacio scioglierà
il silenzio che ti fa mia.

Le donne
Il nome suo nessun saprà…
E noi dovrem, ahimè, morir, morir!

Calaf

Dilegua, o notte! Tramontate, stelle!
All'alba vincerò! Vincerò!
Torre del lago
Torre del lago Puccini, 23 agosto 2008, foto ferro3
postato da: ferro3 alle ore 15:16 | link | commenti
categorie: musica, testi, passioni
giovedì, 17 luglio 2008

Equazione algebrica...
stemmamodellino di ferro3
"Non preoccuparti del futuro. Oppure preoccupati. Ma sapendo che questo ti aiuta quanto masticare del chewing-gum per risolvere un'equazione algebrica."

Danny De Vito in The big Kahuna, 1966
postato da: ferro3 alle ore 22:45 | link | commenti
categorie: testi, film