vivere quella personale dimensione in cui la forma è vuoto e il vuoto è forma

Al di là delle idee di giusto e sbagliato,
vi è un vasto campo.
Come vorrei incontrarvi là!
Quando colui che cerca raggiunge quel campo,
si stende e si rilassa:
là non esiste credere o non credere …
Gialad-ad-din Rumì


Big Wave
I used to be crustacean
In an underwater nation
And I surf in celebration
Of a billion adaptations
Got me a big wave, Ride me a big wave, Got me a big wave.
I feel the need planted in me
Millions of years ago
Can't you see
The oceans size?
Defining time and tide arising
Arms laid upon me
Being so kind to let me ride
I scream in affirmation
Of connecting dislocations
And exceeding limitation
By achieving levitation
Got me a big wave, Ride me a big wave, Got me a big wave.
I feel the need planted in me
Millions of years ago
Can't you see
The oceans size?
Defining time and tide arising
Arms laid upon me
Being so kind to let me ride
Got me a ride.
I got me a ride
E faccio surf come una celebrazione
di un miliardo di adattamenti
Ho preso una grande onda, cavalco una grande onda, ho preso una grande onda
Sento il bisogno
impiantato dentro di me
milioni di anni fa
Ma non vedi quanto è grande l'oceano?
Definisce il tempo
e l'innalzarsi delle marea
Braccia distese sopra di me
sono così gentili da lasciarmi cavalcare
Urlo come affermazione
per connettere dislocazioni
e superare le limitazioni
nel raggiungere la levitazione
Ho preso una grande onda, cavalco una grande onda, ho preso una grande onda
Sento il bisogno
impiantato dentro di me
milioni di anni fa
Ma non vedi quanto è grande l'oceano?
Definisce il tempo
e l'innalzarsi delle marea
Braccia distese sopra di me
sono così gentili da lasciarmi cavalcare
Sto cavalcando...




Istanbul 2009,foto di FlaminiaL'uomo non riesce a dividere con nessuno gli istanti, accumulati sulla cannella della vita, durante il lento girare femminile del calendario: né l'euforia, né il sapore aspro; quel sentimento selvaggio, inobliato, fuoriuscito quando una locomotiva ha staccato due vagoni di puro sogno aggiunti dietro, arretrandoli verso la vallata, e la morbida caratura che lo stesso occhio partorisce ogni mattino nella retina, trovando la stessa visione dalla stessa finestra:dalla danza di nuvola che un fumo candido crea saltellando, mi nasce dentro una piuma vissuta in ogni tempo.
Enis Batur
da “Scritti e Sigilli”, Roma 1992 ,traduzione di Isil Saatçioglu
Enis Batur (1952) è considerato il maggior poeta turco vivente





“ Se le porte della percezione fossero ripulite, ogni cosa apparirebbe all’uomo com’è, infinita”
William Blake
foto ferro3"Se ammettiamo che l’ essere umano possa essere governato dalla ragione, ci precludiamo la possibilità di vivere".
Emile Hirsch in "Into the Wild", 2007
La chiesetta di S. Lucia è situata sull’omonimo colle a nord dell’abitato di Fondo in Val di Non. Sulla cima del colle si ergeva un castello sorto nel 1271 ad opera di Mainardo II del Tirolo . Sul sito del castello sorse la chiesetta .Il perimetro della chiesa più antica è rilevabile dagli otto affreschi, dedicati alla vita della Santa siciliana.Nel 1982 opere di restauro conservativo hanno interessato tutta la struttura muraria e la copertura; in quella occasione all’esterno del perimetro furono rinvenuti scheletri risalenti al periodo delle pestilenze che devastarono il Trentino tra il XIV ed il XVI secolo. Si rimane colpiti dalle otto scene del ciclo di S. Lucia secondo quanto scrive Jacopo da Varagine nella sua “Legenda Aurea” scritta verso il 1260:
- La visita di Eutichia ,madre di S. Lucia, alla tomba di S. Agata a Catania.
- Il sogno di S. Lucia.
- S. Lucia viene condotta da Pascasio, governatore di Siracusa, che l’accusa.
- Supplizio di S. Lucia : trascinata da una coppia di buoi.
- Supplizio di S. Lucia : legata a due alberi con un fuoco acceso sotto i piedi.
- Supplizio di S. Lucia : pugnalata alla gola.
- Comunione e sepoltura di S. Lucia.
- La punizione del tiranno Pascasio per decapitazione.
Sulla cornice inferiore del primo quadro era possibile leggere la data del 1356 checi dà un punto fermo nella storia della chiesetta.Riguardo l’autore di questo ciclo affrescato vi sono due tesi: la prima che l’autore sia un artista della scuola di Bressanone noto come “maestro dello scorpione” che operò all’inizio del 1400. Ciò è stato dedotto dalla presunta firma del pittore, appunto uno scorpione, su di uno stendardo nell’ultimo quadro del ciclo di S. Lucia. L’altra tesi data gli affreschi intorno al 1376 e li attribuisce all’autore della Madonna Castelbarco situata all’interno della Chiesa dei Domenicani a Bolzano, pittore di scuola veronese. Un artista influenzato da Giotto della Cappella Scrovegni di Padova facente parte di quel folto gruppo di artisti che tra il 1320 ed il 1360 si spostò dal Veneto fino in Tirolo.



Sono molto legato all’ Abbazia di Casamari; fu la mia tesina per l’esame di Storia dell’architettura. La conosco pezzo per pezzo; riuscii anche a farmi autorizzare a salire all’interno del tetto e dentro il campanile. Erano anni ed anni che non ci tornavo, è stato molto bello anche perché è uno dei quei rari luoghi dove l’indefinibile e l’inconoscibile emette bagliori.
Per raggiungerla , in un viaggio che mi pareva epico, usavo la mia prima motocicletta ( una Gilera 98, in seguito ebbi altre sei moto sempre più potenti). Casamari è nel territorio di Veroli, vicino Frosinone. Edificata sulle rovine dell'antico municipio romano Cereatae, dedicato appunto alla dea Cerere,significa "casa di Mario", il console nemico di Silla.
L' abbazia fu costruita nel 1203 e consacrata nel 1217. E' uno dei più importanti monasteri di architettura gotica cistercense. All'interno si trova anche un chiostro quadrangolare con un giardino delizioso . Su un muro interno del chiostro è possibile leggere questo manuale per la campanella. Uno, due, tre,quattro, cinque sei colpi per i frati (il portinaio era il più lungo da chiamare) con due indicazioni per le “pronte emergenze” : scampanellata lunga più cinque colpi per l’infermiere, una vera sinfonia per lo speziale. In un mondo di sms, squillini, email e fax questi suoni che ancora si odono nel silenzio del chiostro sono stati pura emozione.

Tokio,foto ferro3
